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venerdì 13 giugno 2014

I Fratelli Tani

Provo sempre una grande curiosità quando scopro le incredibili e tremende storie di partigiani e combattenti per la libertà.
Per lavoro mi sono imbattutto in questa, che non conoscevo: quella dei fratelli Tani e del Rossi.

martedì 23 marzo 2010

Fotovoltaico: si può fare, siamo secondi in Europa

Alla fine del 2009 siamo secondi in Europa. Secondi solo alla Germania per potenza di FV installata. Resta però un problema di politiche industriali e di filiera. Al boom della potenza installata non corrisponde il boom di una filiera italiana. Lo sosteniamo da tempo. Lo si ribadisce in questo articolo.

E' l'occasione per vedere che cosa propone su questi temi il candidato Presidente alla Regione Toscana Enrico Rossi.

IDEE PER LA TOSCANA. SVILUPPO ECOSOSTENIBILE
Tre i punti cardine per uno sviluppo integrato energia-ambiente-sviluppo:
- Il ciclo integrato dei rifiuti
- La produzione eco-compatibile di energia
- Prevenzione dei rischi ambientali

Con i no a prescindere non si cura il territorio e non si fa il suo bene. La difesa e la valorizzazione di ciò che la natura ci ha dato sono punti irrinunciabili, ma non significano opporsi sempre e comunque a qualsiasi tipo di intervento.
L’ambiente e il governo del territorio devono continuare a ispirarsi a una logica di utilizzo e preservazione.
Sostenibilità energetico-ambientale e sviluppo economico sono infatti due obiettivi resi reciprocamente compatibili dalla crisi attuale. I toscani hanno necessità di tutelare il loro habitat come fattore di sviluppo turistico e agro-alimentare, ma al tempo stesso hanno bisogno di produrre lavoro e ricchezza.


ALCUNE PROPOSTE PER UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE

1. Accelerare i tempi per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti nella cornice dei 3 ATO previsti
E’ necessario avviare un percorso che ci consenta di superare la logica dello stoccaggio in favore del riuso. Occorre in questo senso, una politica dei rifiuti a tutto sesto, dagli accordi per la riduzione degli imballaggi, agli standard eco-compatibili per gli acquisti della pubblica amministrazione, al potenziamento della raccolta differenziata (riducendo il conferimento in discarica, ricorrendo al “porta a porta” dove sostenibile), all’uso degli impianti di termovalorizzazione per la parte residuale (attuando con rapidità il piano regionale e ponendosi successivamente come obiettivo, in una logica di area vasta, la realizzazione di impianti meno numerosi e più efficienti, sostitutivi di quelli più impianti piccoli e vecchi, uniformandosi ai migliori standard di sicurezza ed ambientali possibili).

2. Sviluppare un distretto energetico regionale per la produzione di energia, valorizzando in particolare le fonti rinnovabili ed adottando un piano regionale di efficienza energetica che consenta di abbattere le emissioni inquinanti.
La Toscana deve e può giocare un ruolo primario a livello nazionale ed europeo in quanto l’approvvigionamento e la produzione di energia sono ormai imprescindibili da una vera sostenibilità della crescita economica. Diciamo quindi no al nucleare (anche a quello di ultima generazione, perché produce scorie tossiche, richiede ingenti investimenti, tempi lunghi e… qualche volta scoppia!). Vogliamo altresì sviluppare un “polo energetico costiero” che consenta una valutazione strategica degli effetti di una politica che deve produrre più energia riducendo le emissioni nell’area, risanando gli ambienti più compromessi e sviluppando le energie rinnovabili.

3. Una nuova politica energetica rispettosa dell’ambiente e votata all’innovazione
Fatti salvi gli aspetti di tutela ambientale, di sicurezza, e di sostegno all’occupazione, occorre garantire lo sviluppo eco-sostenibile della geotermia, favorire la riconversione di centrali elettriche inquinanti, incentivare l’uso delle biomasse, risanare le aree industriali dismesse valutando, come nel caso di Rosignano-Solvay, la funzione di un impianto di rigassificazione nell’ambito di un bilancio energetico e ambientale positivo.

4. Coordinare su un orizzonte pluriennale gli interventi regionali e nazionali per la prevenzione del rischio idro-geologico e costituire un unico ATO regionale che consenta di mantenere e rafforzare un controllo pubblico sull’acqua
Viste le crescenti evidenze a favore di una ri-publicizzazione di un bene così particolare, è prioritario effettuare investimenti infrastrutturali urgenti per l’approvvigionamento e la manutenzione della rete idrica, la realizzazione di bacini o invasi, depuratori, nonché le politiche per il riuso delle acque reflue industriali e agricole.

5. Attivare una cabina di regia regionale
Pensiamo a un organo in grado di pianificare ed esercitare un’azione di governance nei confronti di Province e Comuni, per la realizzazione di grandi progetti urbanistici ed infrastrutturali di interesse regionale.

6. Favorire nelle zone montane una corretta gestione del patrimonio boschivo toscano
I boschi della Toscana sono i più diffusi a livello italiano: una ragione in più per impegnarsi a fondo per la loro tutela, sia in termini di contributo alla prevenzione del rischio idro-geologico, sia di difesa della qualità del territorio, sia per una produzione eco-compatibile di biomasse.

7. Sviluppare una pianificazione integrata energia-ambiente-sviluppo economico
E’ necessario in quest’ottica prevedere anche strumenti di successiva implementazione mediante accordi di programma con gli enti pubblici, partnership con le imprese e forme di partecipazione pubblica.

8. Migliorare la gestione di parchi ed aree protette
In rapporto con il mondo dell’associazionismo e l’attività di ricerca delle Università, è necessario tutelare e valorizzare il patrimonio boschivo della nostra Regione – già oggi uno dei più sviluppati d’Italia – con l’obiettivo minimo di non intaccare la flora esistente.

9. Potenziare al massimo il riuso dei volumi edilizi esistenti
Occorre contenere il consumo del suolo e invertire il processo di sviluppo disordinato degli insediamenti urbani (noto anche come sprawling), dando nuove linee di indirizzo per la pianificazione urbanistica e territoriale volte alla costruzione di nuovi spazi pubblici come incubatori di socialità e a impedire la formazione di “ghetti”.

lunedì 22 marzo 2010

Se non un Paese, facciamo almeno una Regione per giovani

Se l'Italia non è un paese per giovani, proviamo almeno a fare una Regione per giovani. Domenica 28 si vota. Enrico Rossi, tra le prime proposte che ha avanzato, ha messo quelle a favore dei giovani. Mi sembra il punto di partenza giusto. Vediamo come.

"Se un giovane vuole investire su stesso, tutta la Regione investirà su di lui”.

LE PROPOSTE PER LE POLITICHE GIOVANILI
Sono tre i punti critici nel processo di crescita e emancipazione dei giovani.
- Compiere un percorso formativo di qualità
- Superare la precarietà del lavoro
- Avere una casa dove vivere in autonomia la propria vita
Da questi punti fermi riparte la voglia di investire sul proprio futuro. Per riuscirci occorre:
a) rivedere complessivamente le politiche di sostegno pubblico alle nuove generazioni introducendo elementi meritocratici nei criteri di assegnazione degli aiuti regionali e integrandoli con le misure fiscali di livello nazionale;
b) Pensare non a giovani più assistiti, ma a una risorsa su cui investire.

Alcune proposte per costituire un Progetto Integrato Giovani:
1. Fondo per lo sviluppo personale
Finanziamento di €10.000 per i nuovi diplomati del triennio universitario e di €20.000 per i nuovi laureati toscani, che laureatisi con voti pieni e con studi conclusi nei tempi previsti, si propongano di completare la propria formazione fuori sede in Italia o all’estero o di avviare una propria attività lavorativa.

2. Fondo di opportunità per lavoratori precari
Per lavoratori con al massimo 35 anni di età ed interessati ad investire su stessi per completare o acquisire nuove competenze professionali (sfruttando, soprattutto, i periodi di mancata occupazione);

3. Istituzione del prestito d’onore
Prestito d’onore regionale fino a €50.000 per studenti universitari o professionali particolarmente meritevoli, restituibile entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa (soprattutto a sostegno degli studenti toscani della mobilità nazionale o internazionale di studenti toscani che hanno concluso il proprio iter formativo)

4. Contributo all’affitto di emancipazione
Un supporto di 200€ al mese, per un massimo di 3 anni ed a partire dai redditi più bassi, disponibile per giovani e giovani coppie con età compresa tra i 22-30 anni che intendono rendersi autonomi dalla famiglia di origine e sono intestatari di un regolare contratto di affitto (per un tetto massimo di 25mila contributi all’anno).

5. Servizio civile professionalizzante per favorire il legame con la Toscana.
Sfruttando la Legge esistente ed il relativo finanziamento aggiuntivo, con progetti adeguati in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, e prevedendo ulteriori forme di sostegno (es. contratti di affitto agevolati, crediti spendibili in servizi attraverso la futura carta sanitaria regionale) in collaborazione con i settori interessati (associazionismo, volontariato, assistenza socio-sanitaria, ecc..).

IL COMUNICATO - “Contributi di affitto di 200€ mensili e un contributo massimo di 20 mila euro per ogni laureato per fargli completare la propria formazione”. Queste sono due delle proposte sulle politiche giovanili presentate da Enrico Rossi nel corso della conferenza stampa.
Il programma di Rossi vuole puntare forte sui giovani grazie ad un pacchetto di 200 milioni di euro che coinvolgerà i cittadini tra i 22 e i 35 anni. “Due le idee che stanno alla base delle politiche giovanili – ha spiegato il candidato – l’idea di uguaglianza e di pari opportunità. Ma serve anche premiare il merito”.
Il merito è appunto uno degli aspetti su cui si vuole investire: sarà creato un fondo per lo sviluppo personale che consentirà ai giovani diplomati e ai laureati che completeranno gli studi nei tempi previsti e con il massimo dei voti, di ottenere un contributo di 10 mila euro (per i diplomati) e 20 mila euro (per i laureati). Serviranno loro per continuare la formazione professionale o fare una esperienza di master e corsi specializzanti fuori regione. “Bisogna dare ai giovani che hanno dimostrato valore e merito negli studi un’opportunità di formarsi all’estero per poi tornare in Toscana e capitalizzare l’esperienza – ha dichiarato Rossi – Occorre avere una politica di attrazione dei cervelli. Questa è la vocazione della Toscana, essere una terra che attrae cervelli”.
Altro importante settore su cui si vuole investire è il lavoro dei giovani, che negli ultimi anni affrontano ostacoli crescenti rispetto alle generazioni degli ultimi decenni. “I più colpiti da questa crisi sono i precari. – ha commentato Rossi – Non possiamo garantite il lavoro per tutti ma possiamo aumentare e sostenere l’inserimento lavorativo sia di chi ha concluso gli studi sia per chi ha perso il lavoro”.
Sarà istituito il prestito d’onore regionale fino a 50 mila euro per studenti universitari o professionali particolarmente meritevoli che dovranno restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa. Per quanto riguarda l’affitto, nella futura legislatura la Regione potrà sostenere con 200 euro mensili, per un massimo di 3 anni – ed a partire dai redditi più bassi – giovani e anche giovani coppie con età compresa tra i 22 e i 30 anni. Inoltre la proposta punta a favorire anche il servizio civile grazie a progetti adeguati in campo universitario, culturale, assistenziale e ambientale.Le risorse per gli interventi previsti saranno reperibili da una programmazione delle attuali politiche regionali, del complesso dei fondi europei, da risorse aggiuntive regionali, dall’avvio dei prestiti d’onore, da una revisione delle leve fiscali e da un concorso di soggetti della società Toscana. “Andranno coinvolte associazioni fondazione e categorie economiche in questo pacchetto di politiche – ha concluso Rossi – Sono proposte che possono essere modificate e su cui sono pronto a discutere”.