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giovedì 9 febbraio 2017

GIOVANI: L’ANOMALIA ITALIANA



Ieri due notizie a dir poco contrastanti: “assunta al 9° mese di gravidanza” e “si uccide a 30 anni, precario, di una generazione perduta”.
Sulla prima, solo due considerazioni: stupisce che faccia notizia, perché in un paese moderno non dovrebbe esserlo; servono uomini (imprenditori e non) così.
Sulla seconda, fa notizia eccome. Come deve fare notizia il livello italiano di disoccupazione giovanile. Perché se già non è accettabile di morire sul lavoro, non vorrei che cominciassimo ad “abituarci” alle morti per assenza di lavoro, valore fondamentale della nostra Costituzione.

Ne scrivo malvolentieri, perché dio solo sa il travaglio interiore che deve essere passato dentro a questo nostro coetaneo. E però la sua lettera ci dice del dramma di generazioni che si scoprono come derubate del proprio futuro, e di come, alla fine, venga meno quello che di solito è ciò che non dovrebbe mai mancare in un giovane: la voglia di fare, di lottare. Di reagire. Perché anche questi ormai sono vissuti come valori inutili, non appaganti. Dunque il conflitto generazionale è come disattivato. Manca la spinta al rinnovamento e la società rimane rigida, poco reattiva davanti alle grandi sfide. A tutto ciò segue la poca mobilità sociale.

Da sempre sono i giovani la parte più dinamica di una società: sono loro a rinnovare le tradizioni, sono loro a superarle, sono loro a sperimentare, sono loro a proporre con forza idee e visioni nuove della realtà. Oggi tutto questo, in Italia, non avviene più, o solo in pochissimi casi.

E poi in Italia, si sa, oggi i giovani sono pochi  e hanno poca voce, poco peso, anche politico. Non è un caso che la politica si interessi poco di loro. Ma se non vogliamo rischiare del tutto quello è stato definito un salto di generazione, le politiche giovani-lavoro, giovani-formazione, giovani-saperi devono tornare ad essere l’assillo principale di qualsiasi governo, facendo i conti col mercato del lavoro che cambia e con le nuove tecnologie che modificano profondamente la disponibilità di lavori e la tipologia stessa dei lavori.

Non servono nè le paternali, nè le frasi di disprezzo di alcuni esponenti politici. Serve la Politica.


“Non possono più restare senza risposta le grandi domande dei giovani i quali, per la prima volta
dal dopoguerra, non hanno fiducia nel futuro e temono un destino di precarietà e insicurezza permanenti.
È tempo di abbattere gli ostacoli che vengono da una società chiusa, soffocata dai corporativismi, e che difende l’esistente e le rendite di posizione.
Ridare voce ai giovani è essenziale perché sono loro a porre quella domanda di valorizzazione dei talenti e delle energie e di liberalizzazione della società che è ormai ineludibile”.

mercoledì 9 marzo 2016

L'ospite inquietante, che vuol vedere "l'effetto che fa"




La vicenda dei due ragazzi romani che ammazzano, strafatti, un altro ragazzo per “vedere l’effetto che fa” mi ha lasciato senza parole. Una vicenda che definire agghiacciante è forse troppo poco.

Ho riletto almeno tre volte il racconto trapelato dai verbali dell'interrogatorio.
E tutte le volte duravo fatica a crede a quel che leggevo. Con quel senso di vomito che ti prende quando hai a che fare con cose disumane, ingiuste, violente.
Ho provato rabbia e disperazione, angoscia. Come si fa? Del resto, più o meno, è quasi la mia generazione.

Nel leggere di quel racconto da brividi, di alienazione e di nichilismo e di insana sperimentazione, oltre a provare tristezza e senso di sgomento, mi è venuto in mente un libro letto tempo fa, forse neppure così attentamente, di Umberto Galimberti: “L’ospite inquietante”.

Forse una spiegazione di quel che è successo, ammesso che mai ci sia una spiegazione per una violenza di questa natura, sta proprio nell’ 'ospite inquietante' che è dentro questi ragazzi. E che non pago di essere ospite, sente anche il bisogno di “vedere l’effetto che fa”. Quest’ospite è per l’appunto il nichilismo: cioè la negazione di ogni valore.

Galimberti spiega nel suo libro questa fenomeno con il fatto che viviamo nel mondo della tecnica. E come la tecnica non tenda a uno scopo, non produca senso e non sveli alcuna verità ma, in una parola, 'funzioni' e basta. Proprio a causa di questo nichilismo si annientano i concetti di identità, di libertà, di senso e quelli di natura, di etica, di politica, di religione, di storia di cui, dice Galimberti, si è nutrita l’età pre-tecnologica.

E le nuove generazioni son quelle che scontano più delle altre questa dimensione. Sono i giovani quelli contagiati da una sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell’esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. Da cui, conclude Galimberti,  derivano anche i ‟riti della crudeltà” o della violenza.

Io non lo so se questa può essere una spiegazione. Certo è un’analisi molto convincente. Come credo che ci sia pure dell’altro: l’ansia dell’apparire (anche questa derivato della tecnica?) ancor prima dell’essere: “Sei perché appari” non , viceversa, “appari perche sei”. Che, se ci pensiamo, è una differenza non da poco.

giovedì 30 aprile 2015

Panariello: a chi?

Circa un anno fa di questi tempi succedeva una cosa che ancora mi ferisce e mi imbarazza. Mi ferisce nella mente,  mi imbarazza come cittadino di una città che ha inventato la cittadinanza honoris causa ex ante, prima dei titoli o di aver dato prova di quello per cui uno dovrebbe meritarsela. Beneficiario speciale: Panariello.

Più o mneo l'anno scorso di questi tempi, il Consiglio Comunale in una delle sue ultime sedute era stato chiamato, senza che se ne sapesse nulla fino alla ricezione della convocazione del Consiglio stesso, a deliberare la cittadinanza onoraria ad alcuni funzionari della Regione e della Sorpintendenza (per il lavoro svolto per l'acquisizione al Comune del  San Domenico) e a Panariello per motivi ancora oggi non meglio identificati. Tra questi ricordo benissimo però il fatto che, oltre ad aver eletto Sangi come sede fissa (?) delle prove dei propri spettacoli, il nostro avrebbe messo su uno spettacolo da lì a pochi mesi, nell'ambito dell'estate sangimignanese 2014, il cui ricavato sarebbe stato interamente devoluto ad un'azione benefica, in particolare al progetto Casa Sara.

Al di là delle proteste dei consiglieri sulla forma, fino all'ultimo non eravamo stati avvisati su di un atto così importante per un Consiglio Comunale, ciò che mi faceva arrabbiare era l'incosistenza delle motivazioni. Passi, ma anche qui mi tornava poco, la cittadinanza a dei bravi funzionari che avevano oggettivamente preso a cuore un tema come quello dell'ex carcere e lo avevano fatto proprio, lavorando alacremente per raggiungere l'obiettivo. Poi effettivamente conseguito. Piccolo particolare: come dirigenti erano pagati per quello dalle rispettive amministrazioni. Ma tant'è. 

Ma Panariello proprio non si digeriva: provai a far rinviare almeno a dopo questo annunciato “spettacolo in piazza” la delibera della cittadinanza onoraria. No, no e no. Andava fatta in tutti modi. Quindi dopo aver battagliato fino a tarda notte mi dichiarai contrario all’operazione, che non si reggeva, pensando di poter contare nella maggioranza di questa opinione all'interno del mio gruppo consiliare, quello che poi doveva alzare la mano. Come capo gruppo consiliare, dissi altrettanto nettamente che comunque avrei rispettato l’espressione del gruppo stesso, e che se non c’era unanimità si votasse. Con mia sorpresa andai sotto!
Credo responsabilmente, per come mi hanno insegnato a stare in una comunità politica e nelle istituzioni e sebbene incazzatissimo, deluso e mortificato, dissi che avrei rispettato il voto del mio gruppo, sarei andato in Consiglio a votare ma che non avrei parlato come capo gruppo, lasciando la parola ad altri, marcando il mio dissenso sedendomi nell’ultimo banco del nostro gruppo e che non avrei partecipato alla cerimonia di consegna delle cittadinanze che sarebbe seguita immediatamente dopo il voto. Cose che puntualmente feci.

Oggi a distanza di un anno mi sono chiesto cosa avesse prodotto quello spettacolo, così tanto importante che poi, effettivamente, si tenne nell’estate 2014 in piazza.
Con mio stupore risulta che nessuna cifra sia stata devoluta dall’incasso, perché così era stato stabilito fin dall’inizio (???) ma solo l’esiguo ammontare di 181 euro, circa, frutto della benevolenza degli invitati dall’organizzazione al welcome drink prima dello spettacolo. Presumo pure a gratis, come si usa in queste circostanze, ma potrei sbagliarmi e comunque poco importa.
Vi lascio immaginare l’incazzatura, che a distanza di un anno assume i contorni nitidi e brucianti della presa in giro.

PS: il 10 gennaio 2015 assieme a due carissimi amici, più grandi di me, e a tanti che poi hanno partecipato, abbiamo celebrato il decennale della scomparsa di Manetto, il nostro allenatore di  calcio di quando s’era ragazzi. Partitella a Belvedere, poi cena alla Mandragola. Presenti circa 50 persone tra ragazzi dal 1974 al 1978 con rispettive mogli, figlioli e fidanzate. C'era anche qualche pinzo naturalmente. Oltre al costo della cena, fissato in 20 euro, c’è entrato di mettere da parte anche una somma da devolvere in benefic
enza. Che la famiglia ha deciso di destinare, meritoriamente, al progetto Casa Sara. Sapete a quanto ammonta la cifra? 253 euro e spiccioli. Panariello??? Ma va ia va ia va ia….
Ad maiora.

sabato 10 gennaio 2015

Mister "manetto": un maestro non solo di sport a 10 anni di distanza

Oggi bella iniziativa per ricordare Mister Piero Bigazzi, Manetto per tutti i Sangimignanesi, nel decennale della sua scomparsa.
Oltre che un grande mister e quindi maestro di calcio anche maestro di vita: Piero era mio vicino di casa, babbo del mio miglior amico Filippo e da ragazzi, nelle estati passate nel suo campo a fare i balocchi, di sgridate e di consigli se n'è presi tanti!!
La partita di calcio è stato il miglior modo per ricordare il nostro Mister, con il calcio di inizio dato dal grande Ranieri.
A cena poi tutti noi ragazzi dal '74 al '78 abbiamo consegnato una targa in ricordo di Piero a Filippo e Cristina (fisicamente ed idelamente anche a Milena che non se l'è sentita di venire a cena, troppe emozioni) e raccolto qualche centinaio di euro da devolvere in beneficenza, al progetto casa Sara.
Una serata unica, che ha rimesso insieme più generazioni di Sangimignanesi nel ricordo di Piero, nello spirito vero del calcio e dei suoi valori. 


Ciao Piero!

lunedì 15 settembre 2014

Una splendida giornata! 13/09/2014


Nella città del cuore, a due passi da dove sono nato, nel centro storico in cui vivo nella piazza a cui sono più legato, nella chiesa con cui vo più d'accordo, tra gli affetti più cari e vecchie e nuove amicizie, con la persona che più amo
Dopo un mesetto, ancora non c'era stato modo, grazie a questa meravigliosa città, e a tutti gli amici e conoscenti che in vario modo hanno dimostrato sentimento, stima e sincero affetto.
E grazie a chi, zitto zitto, ha "curato la parte tecnica".

http://vimeo.com/110198821

martedì 26 agosto 2014

Ciao grande Alfredo, signore del ciclismo

Su Sky, ogni tanto, c'è un rubrica intitolata "i signori del calcio".
E, ogni tanto, si celebrano anche personaggi che signori, forse forse, non lo sono stati, nè dentro nè fuori dal campo.
Ci vorrebbe la stessa rubrica, ma a due ruote: "i signori del ciclismo".
E la prima puntata dovrebbe essere dedicata al nostro Alfredo Martini: il signore del ciclismo.
Sulla bici e senza bici.
Italiano e toscanaccio.
Indimenticabile commissario tecnico della nazionale.
Dei suoi 6 successi mondiali ho un vaghissimo ricordo TV (1986) della vittoria di Moreno Argentin a Colorado Springs, mentre ricordo benissimo, perchè c'ero, la vittoria rocambolesca di Maurizio Fondriest nel 1988 a Renaix (in Belgio), in camper a 10 anni coi miei genitori lungo il percorso iridato. Quando ancora il ciclismo faceva sognare...
Poi, a colori e ben impressa ancora in mente, la doppietta di un altro signore del ciclismo, Gianni Bugno: nel 1991 e nel 1992, rispettivamente a Stoccarda e a Benidorm.
Martini se ne intendeva e come di ciclismo.
Ne incarnava lo spirito, l'essenza di uno sport bellissimo, non a caso definito 'metafora di vita'.
L'unico rammarico è stato non potergli dedicare idealmente e sostanzialemtne la vittoria di un italiano nel mondiale dell'anno scorso, quello che ha organizzato la sua Toscana, a pochi passi da casa sua, con arrivo a Firenze.
Martini è stato un grande esempio di ciclismo: prima praticato da corridore, poi organizzato e gestito da C.T., poi predicato. E' impossibile, per tutti, ma per noi Toscani poi, non ricordarlo così.
Un signore.
Pedala ancora Alfredo.

giovedì 19 giugno 2014

Ecco perchè non sono in Giunta...e mi basta una newsletter!

"O come mai non sei in Giunta? O perchè non fai il vice sindaco? Ma che con 424 preferenze 'un ti fanno fa' nulla?". E' questa la piccola antologia di domande a raffica che in tanti mi hanno rivolto in quest' ultima settimana, quella dopo l' ufficializzazione della Giunta Comunale a San Gimignano.
Premesso che questo post lo rubricherei sotto l'hashtag #esticazzi oppure #notizione, mi sembra comunque opportuno spiegare ancora, come ho fatto da circa 6 mesi a questa parte a chi me lo chiedeva "in caso di", i motivi per cui (anche dopo e nonostante il risultato molto positivo delle recenti comunali) non sono nella Giunta.
Il discorso è molto semplice. Tra pochi mesi mi scade il contratto di lavoro e non ho il tempo materiale per riattivare il mio lavoro di consulente ambientale. Perchè il problema non è che mi manchi il lavoro. Quello da quando ho smesso gli studi l'ho sempre avuto. Ho studiato e faticato tanto per fare questo mestiere. Ma un portafoglio clienti non lo si ricrea in due giorni.
Personalmente ho sempre prima studiato, lavorato e, poi, fatto politica.
Ho sempre fatto così. Mi hanno insegnato a fare così.
Ed avere qualcosa a cui 'poter tornare' mi è sempre servito. E fatto sentire, soprattutto, libero.
Perchè mi piace occuparmi della cosa pubblica potendo guardare tutti negli occhi, essendo e sentendomi libero. Se fo bene si è fatto bene tutti, se fo male è responsabilità mia. Ma solo mia e della mia testa, non di altro o di altri... .
Seppur a malincuore (siamo sinceri) credo di aver fatto bene a fare questa scelta, perchè tra meno di un anno mi sarei trovato a "campare di politica", come si usa dire oggi con troppo sprezzo.
Bene. Non l'ho mai fatto fino a doggi, non volevo e non voglio cominciare a 36 anni. Tutto qui.
Qualcuno mi ha detto che ho sbagliato, molti hanno capito ed apprezzato devo dire.
Per me resta la scelta più seria. Punto.

Del resto ho sempre pensato che la politica si può fare in tanti modi, anche di secondo piano, anche nell'era della super medialità come questa. E che c'è un tempo per tutto.
E che si può essere rappresentativi lo stesso, meritevoli di fiducia, determinanti e/o incisivi lo stesso nel fare l'interesse generale della tua comunità.
Le ultime elezioni comunali lo hanno confermato.
La gratificazione più grande è, infatti, quando penso che questo risultato è stato ottenuto senza avere ruoli esecutivi, assessorati o altro, ma solo su aspetti politici e, forse, anche personali.
Anche per questo continuerò a mettercela di più di quanto ho fatto fin qui. Mantenendo un’autonomia di pensiero, avendo San Gimignano e la Val d’Elsa nel cuore per esserci nato e cresciuto.
E prendendo gli unici impegni che davvero sono in grado di prendere: di restare come sono, con i piedi per terra, di non cambiare, di ricordarmi da dove vengo e che la politica è prima di tutto servizio, che si può vivere per la politica (che è di tutti) ma non di politica (che se no serve solo a pochi); e di continuare a studiare e ad imparare, che è la cosa più importante.

***
Dice: e allora??
Allora mi accontento di attivare una NEWSLETTER, la A-News.
Siccome il risultato mi responsabilizza ancora di più (non potrebbe essere altrimenti), credo sia giusto mantenere un rapporto ancora più assiduo con i Sangimignanesi.
Perchè ci sono un sacco di cose da fare per la nostra città e per il nostro territorio. 
Per questo, come facevo quando ero segretario del partito locale, attivo una newsletterer per tenervi e tenermi informato delle cose (impegnandomi a farlo prima che queste avvengano, se possibile).
Allora la newsletter si chiamava E-News (pensa un po', poi è venuto il renzismo), da oggi la chiamerò la A-News.

Come si fa? 
Semplice, bastano 3 mosse. Due vostre ed una mia.

1) mi mandate una mail al mio indirizzo: andreamarrucci @ gmail.com
2) nella mail mi scrivete:
- NOME /
- COGNOME /
- CHE FATE NELLA VITA (PROFESSIONE)
- IL NUMERO DI CELLULARE (se volete, sia chiaro)
3) Io vi rispondo e cortesemente vi ringrazierò!

Appena avremo raccolto un po' di mail comincio a scrivervi. Keep in touch!

venerdì 23 maggio 2014

La primavera (e non solo) del 1992

Il '92 è stato un anno che non scorderò.
Uno di quelli che, da adolescente, ti formano e ti segnano per quello che sarai o diventerai.
A luglio e a novembre se ne sarebbero andati nonno e nonna.
Uno dietro l'altra, lasciando piazza Sant'Agostino più vuota.
Nel primo caso avevo lasciato la terza media da poco e, come diceva lei, con profitto.
Nel secondo caso avevo da poco iniziato la IV ginnasio e, al ritorno a casa, mi dissero che da quella notte nonno non c'era più.
Non mangiai nulla.
Il 23 maggio, invece, avevo passato pomeriggio e sera davanti alla TV.
Incredulo a cercare di comprendere ciò che stava accadendo con la strage di Capaci e l'eliminazione di Falcone.
Ricordo tutto.
Anche l'inizio dello scandalo di tangentopoli.
E ricordo quella rabbia, quel senso di ingiustizia che senti così acuto (forse) solo da ragazzo.
Ricordo al tempo stesso, però, un pari e contrapposto senso di giustizia.
Quello che mi ha portato ad un certo tipo di studi.
Quello che mi ha portato ad un'idea di impegno civile e politico.
Quello che mi ha portato a nutrire rispetto e senso delle istituzioni democratiche.
Quello che ogni giorno mi e ci chiede, a ciascuno di noi, di mettercela tutta e provare (almeno) a fare il nostro dovere.
Ed a farlo per bene.
Devo molto al '92.

martedì 6 maggio 2014

giovedì 1 maggio 2014

SUPERTUSCAN …pensare non costa!

Esattamente qualche ora indietro del primo maggio di 4 anni fa ricevevo la telefonata che mi avrebbe portato, altrettanto esattamente 4 anni dopo, a scrivere oggi questo post. Da lì a pochi giorni, infatti, questo blog si sarebbe interrotto, fatta eccezione per salutare come ogni anno Tommy (ed in verità come faccio silenziosamente ogni giorno dentro di me).

DRP ha dovuto fermarsi. Il trasferimento a Firenze, il lavoro a “giornata piena”, la vita in città (per noi che si vien "dalla campagna"), ed un lavoro tanto intenso quanto tutto nuovo non hanno lasciato scampo a due attività per me preziose: leggere e scrivere.

Oggi DRP ritorna e cambia pelle, forgiato ma non certo cambiato da questa esperienza (venire ‘di campagna’ aiuta molto a tenere i piedi per terra). E finalmente, dopo i cambiamenti che questi anni hanno portato sotto tanti punti di vista (il bilancio è comunque e decisamente positivo), tornato pendolare tra Sangi e Firenze, assestati gli scossoni lavorativi, rinnovata la casa e con un nuovo sentimento biondo al mio fianco, possiamo tornare a riappropriarci del nostro tempo. A leggere ed approfondire e, soprattutto, a scrivere.

Il primo post del giugno 2008 diceva più o meno così: “dunque, dopo anni passati a scrivere per quello e per quell'altro, da oggi scriveremo di noi (e su di noi), utilizzando questo blog. Ovviamente l'idea mi affascina. Resta da vedere quanto tempo avremo per dedicarcisi con continuità…”

Ho passato gli ultimi 4 anni (anche) a scrivere ancora “conto terzi” lettere, risposte ad interrogazioni, discorsi, schede di sintesi, note, interviste e/o bozze di comunicati stampa.
Da oggi torniamo a scrivere di noi.

E a scrivere qui, sul blog, fuori dai cinguettii e dalle facce libro, dove c’è più calma e c'è più spazio per raccontare, oggi come ieri: di sé (in realtà poco), di quello che succede attorno (la maggior parte), delle passioni e di alcuni pensieri sulla comunità in cui vivo e sono nato (la politica, questa bestiaccia).

E così DRP resta solo uno pseudonimo, perché è tempo di Supertuscan!
Come i vini di quella incredibile rinascita enologica toscana, anche qui si riparte da ciò che siamo volendo andare oltre abitudini e tradizioni consolidate.
In poche parole: questo era e torna il mio spazio libero.
Per dire quello che penso e pensare quello che vedo attorno a me.
Pensare non costa.

martedì 4 maggio 2010

IN ONORE E RICORDO DEL GRANDE TORINO

OGGI QUESTO BLOG HA IL COLORE DELLA STORIA E DELLA LEGGENDA

Superga 4.05.1949 - 4.05.2010

"Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta". Indro Montanelli

Oggi alle ore 17.00, presso la Basilica di Superga, Santa Messa di Commemorazione dei nostri Caduti. Rolando Bianchi, il capitano del Toro, leggerà i nomi dei campioni del Grande Torino scomparsi a Superga il 4 maggio 1949.


LA HOME PAGE DEL SITO DEL TORO OGGI E' BELLISSIMA

venerdì 30 aprile 2010

Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7%...

Ne parlavo già qui e qui, nel secondo caso eravamo in campagna elettorale per le regionali. Il tema è quello di una questione giovanile aperta in Italia, ma taciuta dai più. Dovuta certo al fatto che i giovani sono numericamente meno, non sono e(e non hanno facile accesso) ai ruoli di direzione, ma anche - (soprattutto???) - da un mercato del lavoro che li strozza, li condiziona, li paga poco (o meno degli altri europei se preferite), li rende precari a lungo. Anche nell'idea che fino ad oggi pensavamo essere la meno precaria: quella di un futuro migliore della generazione che ci ha preceduto.
Oggi arriva una sommessa conferma dai dati dell'Istat sul lavoro. Brevissimo abstract: "Giovani: il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7%, con un calo di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 2,9 punti percentuali rispetto a marzo 2009".
Per leggere tutto l'articolo basta cliccare qui.

lunedì 26 aprile 2010

32 anni, lucky man!





Happiness
More or less
It's just a change in me
Something in my liberty
Oh, my, my
Happiness
Coming and going
I watch you look at me
Watch my fever growing
I know just where I am

But how many corners do I have to turn?
How many times do I have to learn
All the love I have is in my mind?

Well, I'm a lucky man
With fire in my hands

Happiness
Something in my own place
I'm standing naked
Smiling, I feel no disgrace
With who I am

Happiness
Coming and going
I watch you look at me
Watch my fever growing
I know just who I am

But how many corners do I have to turn?
How many times do I have to learn
All the love I have is in my mind?

I hope you understand
I hope you understand

Gotta love that'll never die

Happiness
More or less
It's just a change in me
Something in my liberty
Happiness
Coming and going
I watch you look at me
Watch my fever growing
I know
Oh, my, my
Oh, my, my
Oh, my, my
Oh, my, my

Gotta love that'll never die
Gotta love that'll never die
No, no
I'm a lucky man

It's just a change in me
Something in my liberty
It's just a change in me
Something in my liberty
It's just a change in me
Something in my liberty
Oh, my, my
Oh, my, my
It's just a change in me
Something in my liberty
Oh, my, my
Oh, my, my

lunedì 19 aprile 2010

Barba o capelli???

Ai vari "grande fratello e company" preferirò sempre un Bud d'annata...

Rock

Due fine settimana consecutivi, tirar tardi di sabato per serate rock revival "made in casa", sono state un bello svago ed un modo per rigenerarsi. Non di sonno ovviamente.. Grazie pucce, grazie nero, grazie ila, grazie cucchi, grazie mugna....

lunedì 12 aprile 2010

varie

Non so se ci avete fatto caso ma trovo abbastanza singolare come il nostro premier sia ansioso della legittimazione popolare, volendo a tutti i costi il premier eletto direttamente dal popolo e con super poteri, ma non si preoccupi affatto di far scegliere quello stesso popolo che dovrebbe incensarlo. Nessuna voglia, infatti, di cambiare una legge elettorale porcata che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti politici, a vantaggio delle oligarchie. Quella legge porta la firma di caldelroli. Ministro delle riforme... C'è da stare tranquilli. Possibile che nessuno del Pd glielo ricordi alla tanto moderna lega e al governo?

Intanto su 'sta storia del presidenzialismo cerchiamo di capirci di più.
***

Ieri ho avuto una lezione di politica. Ci so stato male ma ho imparato. Credo. Devo prendere una decisione.
***

Intanto nel Pd c'è chi batte un colpo. Forse troppo tardi. Discutiamone. ma non riaprimao il congresso.
***

Sabato ho partecipato ai funerali di Sandro Giomi. Un sangimignanese che ha portato lustro alla città, una vita spesa nei vigili del fuoco. Una persona di tutto rispetto, fratello del caro Luciano. Mi hanno colpito le parole dello stesso giomi scritte in una lettera ai vigili del fuoco qualche anno fa. I vigili restano per me il corpo più vivo e più bello del nostro paese. Poco considerati e poco valorizzati per ciò che fanno ma direi anche, per come lo fanno. In duomo una bella cerimonia, all'altezza del personaggio. Nessuno l'ha fatto in quella occasione, forse non era dovuto (ma non credo), ma a me piace ricordare sandro giomi anche come partigiano sangimignanense e poi come volontario (assieme a tanti ragazzi di san gimignano) nel nuovo esercito di liberazione nazionale.
***

Un ciao anche a Edmondo Berselli. Spiace non aver letto tutto di lui, recuperò. Però si notava, questo sì, sempre il suo tratto popolare, mai distante anche se pieno di cultura. E' un aspetto che rivendicava e richiamava sempre alla sinistra e faceva bene, perchè ce n'è ancora oggi bisogno.

martedì 6 aprile 2010

Aprile, finalmente!

D'aprile

D'april vi dono la gentil campagna
tutta fiorita di bell'erba fresca;
fontane d'acqua, che non vi rincresca,
donne e donzelle per vostra compagna;

ambianti palafren, destrier di Spagna,
e gente costumata alla francesca
cantar, danzar alla provenzalesca
con istormenti nuovi d'Alemagna.

E d'intorno vi sian molti giardini,
e giacchito vi sia ogni persona;
ciascun con reverenza adori e 'nchini

a quel gentil, c'ho dato la corona
de pietre prezïose, le piú fini
c'ha 'l Presto Gianni o 'l re di Babilona.

di Folgòre da San Gimignano

martedì 23 marzo 2010

Che tristezza, qualcuno glielo dica

Pensavo che con la lettera di Verdini agli abruzzesi, invitati (ricattati?) a pagare la loro cambiale sulle case in abruzzo post terremoto si fossero viste/ascoltate tutte. Invece no.

Questa di sabato a Roma me l'ero persa. C'è un limite a tutto, come alla decenza, così alle cose che si dicono in campagna elettorale. Questa è la peggio di tutte. Mi ritrovo nelle parole di Gramellini. Vi invito a leggerle.

Una campagna elettorale, per quanto aspra e/o importante non può giustificare queste affermazioni. Io la penso così. Non è roba di destra o di sinistra. E' questione di decenza, di educazione e di rispetto.

venerdì 12 marzo 2010

Milioni di miliardi di debito..

1.787.846 MILIONI di euro di DEBITO PUBBLICO.

Questo è l'illegittimo impedimento di futuro per le nuove generazioni italiane.
Brutte notizie per i giovani di oggi e di domani. Perchè tanto toccherà pagarlo a noi questo debito. Fatto, per la maggior parte, nei gloriosi anni '80 i cui protagonisti si vorrebbero beatificare o rinobilitare. La pagheremo noi, direttamente e indirettamente. Direttamente con tasse e contributi. Indirettamente con l'impossibilità di metter mano, per mancanza di risorse, al sistema previdenziale, allo stato sociale, al mercato del lavoro in favore delle nuove generazioni.
Che oggi stanno così.

Grazie davvero. E complimenti.