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lunedì 13 luglio 2009
venerdì 16 gennaio 2009
In ricordo di Jan Palach, 40 anni dopo. Per la libertà
Oggi è il 40° anniversario della morte di Jan Palach. 16 gennaio 1969.
Iscritto alla Facoltà di filosofia dell'Università Carlo di Praga, assistette con interesse alla stagione riformista del suo paese, chiamata Primavera di Praga. Nel giro di pochi mesi, però, quest'esperienza fu repressa militarmente dalle truppe dell'Unione Sovietica e degli altri paesi che aderivano al Patto di Varsavia. Nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969 Jan Palach si recò in piazza San Venceslao, al centro di Praga, e si fermò ai piedi della scalinata del Museo Nazionale. Si cosparse il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino.
Rimase lucido durante i tre giorni di agonia.
Al suo funerale, il 25 gennaio, parteciparono 600 mila persone, provenienti da tutto il Paese.
Jan Palach decise di non bruciare i suoi appunti e i suoi articoli (che rappresentavano i suoi pensieri e i suoi ideali), che tenne in un sacco a tracolla molto distante dalle fiamme
Lo ricordo con la splendida canzone di Francesco Guccini.
La primavera di Praga
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce...
Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava all'orizzonte del cielo di Praga...
Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga...
Per Jan, per la libertà, per chi ancora lotta per averla, per chi si batte per non perderla.
Iscritto alla Facoltà di filosofia dell'Università Carlo di Praga, assistette con interesse alla stagione riformista del suo paese, chiamata Primavera di Praga. Nel giro di pochi mesi, però, quest'esperienza fu repressa militarmente dalle truppe dell'Unione Sovietica e degli altri paesi che aderivano al Patto di Varsavia. Nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969 Jan Palach si recò in piazza San Venceslao, al centro di Praga, e si fermò ai piedi della scalinata del Museo Nazionale. Si cosparse il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino.
Rimase lucido durante i tre giorni di agonia.
Al suo funerale, il 25 gennaio, parteciparono 600 mila persone, provenienti da tutto il Paese.
Jan Palach decise di non bruciare i suoi appunti e i suoi articoli (che rappresentavano i suoi pensieri e i suoi ideali), che tenne in un sacco a tracolla molto distante dalle fiamme
Lo ricordo con la splendida canzone di Francesco Guccini.
La primavera di Praga
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce...
Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava all'orizzonte del cielo di Praga...
Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga...
Per Jan, per la libertà, per chi ancora lotta per averla, per chi si batte per non perderla.
Praga...un inizio d'anno incantevole
Praga è una città che definire magica è fin troppo scontato. Tuttavia, se non proprio la città in se stessa (a qualcuno potrà anche non piacere, no?), lo è certamente la sua atmosfera. Il suo fascino mitteleuropeo, il sommarsi di stili gotico, barocco, l’art nouveau fino anche al cubismo e all’arte moderna delle spiazzanti (ma a noi sono piaciute!) opere di David Cerny. Cinque giorni nella capitale della Repubblica Ceca davvero entusiasmanti, di respiro europeo (che mi garba troppo, anche se i cechi sono forse lo Stato più anti-europeo della UE...), resi ancora più affascinanti dalla neve ( e quando nevicava si stava bene, se no il freddo era pungente). Albergo in posizione centrale (nome: “City Central”, e come poteva chiamarsi?!?!), non un gran ché, ma comodissimo. Sono state tante le cose e tanti gli apsetti che mi hanno colpito di questa città. Mi è difficile trovarne uno su tutti ma, forse, è proprio l’atmosfera della città che mi è piaciuta più di tutto. Il continuo connubio tra storia, fascino antico e modernità, tutto condito da un’architettura che trasuda storia, quella con la “s” maiuscola. I Ponti sulla Moldava, il castello, il ponte Carlo con la sua torre, la piazza del comune con la torre dell’orologio e la statua a Jan Hus, la chiesa della vergine maria davanti a Tyn, la torre delle polveri, gli ambienti di kafka, il palazzo del parlamento, la casa civica, i quartieri e le viuzze in cui perdersi, l’isola Kampa, piazza Carlo, l’area dell’ex ghetto ebraico con le sue sinagoghe (quella di Pinkas con le pareti scritte con i nomi e le date di nascita/morte dei circa 80.000 ebrei cechi vittime del nazismo è impressionante), il vecchio cimitero ebraico con la neve con le lapidi ammassate che ti chiedono un muto rispetto, il nuovo cimitero ebraico, e via ancora col memoriale alle vittime del comunismo ai piedi della collina di Petrin, la funicolare che ti porta sulla collina stessa, i giardini e la bellissima vista sulla città…fino ai pub ed ai locali tipici. Non sono un gran bevitore di birra ma la pilsner Urquell è stata il nostro carburante per 5 giorni… buonissima! E poi piazza Venceslao e l’occasione per ripassare un po’ di storia dal dopoguerra ad oggi. Per fortuna, in Italia abbiamo conosciuto un comunismo dal volto umanissimo in confronto. Lì, purtroppo, dopo la liberazione, il peggiore comunismo ha mostrato fin da subito il suo volto. Quello di un regime poliziesco e illiberale. Ho pregato, laicamente, di fronte al memoriale a Jan Palach. Avrei portato una rosa ma a -10 è stato difficile trovarne una così facilmente… Praga, dopo Barcellona, lascia un segno positivo per quanto, ovviamente, totalmente diverso. Un viaggio, certo breve, che mi ha arricchito. Quindi, come dovrebbero essere i viaggi: l’occasione per vedere il mondo da un punto di vista diverso. Sarà che fra cittadini di luoghi patrimonio dell’Unesco ci si intende meglio, ma noi a Praga siamo stati benissimo.
Per il magiare è stato ganzo sperimentare la cucina ceca, molto caratterizzata dal dolce/forte, intingoli, salsine, carne e pesce..
Ecco un po’ di posti dove siamo stati e che raccomando. Tranne uno, l’ultimo.
Restaurace U parlamentu
(Bar, Pub, Cucina ceca, Ristorante, Cucina tedesca)
Valentinská 8, Praga 1 110 00, Repubblica Ceca, quartiere Staré Město
Numero di telefono: +420 721 415 747
Sito Web: www.uparlamentu.cz
(quello della prima sera con Vale e Ing, quindi indimenticabile. Alla mano e caratteristico al tempo stesso, buona birra e buon menù, centralissimo e vicino alla metro. Prezzi modici.)
U Fleku Beer Hall Restaurant & BreweryKremencova 11 - New Town, Prague 1Czech Republic
(A mio avviso il più divertente: buona la birra )
U Pinkasu
Jungammova Namesty 6 - Praga 1
(Secondo me il più caratteristico, dove ho mangiato meglio in un ambiente ed in una atmosfera unica a e assolutamente praghese. Prezzi onestissimi)
Da evitare:
U Vejvodu
Jilskà 4 – Praga 1
(secondo me il peggiore, anche perchè il più caro)
Infine, per la rubrica italians:
è ovvio che i locali siano stati pochi poiché il giorno, da veri italians, il pranzo era al sacco con provviste di fortuna racimolate durante la colazione in albergo…
Consiglio a chi viene da questi parti in cerca di fortuna. Occhio!! Le ceche non conoscono vie di mezzo: si passa dalla ragazzina super top model alla grande matrona slava…
Per il magiare è stato ganzo sperimentare la cucina ceca, molto caratterizzata dal dolce/forte, intingoli, salsine, carne e pesce..
Ecco un po’ di posti dove siamo stati e che raccomando. Tranne uno, l’ultimo.
Restaurace U parlamentu
(Bar, Pub, Cucina ceca, Ristorante, Cucina tedesca)
Valentinská 8, Praga 1 110 00, Repubblica Ceca, quartiere Staré Město
Numero di telefono: +420 721 415 747
Sito Web: www.uparlamentu.cz
(quello della prima sera con Vale e Ing, quindi indimenticabile. Alla mano e caratteristico al tempo stesso, buona birra e buon menù, centralissimo e vicino alla metro. Prezzi modici.)
U Fleku Beer Hall Restaurant & BreweryKremencova 11 - New Town, Prague 1Czech Republic
(A mio avviso il più divertente: buona la birra )
U Pinkasu
Jungammova Namesty 6 - Praga 1
(Secondo me il più caratteristico, dove ho mangiato meglio in un ambiente ed in una atmosfera unica a e assolutamente praghese. Prezzi onestissimi)
Da evitare:
U Vejvodu
Jilskà 4 – Praga 1
(secondo me il peggiore, anche perchè il più caro)
Infine, per la rubrica italians:
è ovvio che i locali siano stati pochi poiché il giorno, da veri italians, il pranzo era al sacco con provviste di fortuna racimolate durante la colazione in albergo…
Consiglio a chi viene da questi parti in cerca di fortuna. Occhio!! Le ceche non conoscono vie di mezzo: si passa dalla ragazzina super top model alla grande matrona slava…
domenica 21 settembre 2008
Impressioni da Barcellona...
Mi ci è voluto un pò ma alla fine ce l'ho fatta. In due sensi. Il primo: andare a Barcellona (ed è stato più rapiso, improvviso e quindi inaspettato di quanto invece mille volte l'ho solo pensato). Il secondo: ce l'ho fatta a scrivere cosa mi ha lasciato la capitale della Catalogna. Il tempo è una risorsa sempre più scarsa e la settimana è scivolta via tra lavoro, riunioni, dottore e ricerca della forza di riabituarsi al tram tram nostrano dopo la trasferta catalana.
Barcellona ha colpito. In tre giorni credo sono (e siamo) riusciti a vederne gli apetti caratterizzanti. Una grande città Europea, moderna, ben organizzatita, con un grande patrimonio culturale, una città di mare, una città d'arte ma anche di sfrenato divertimento.
L'imprinting della città mi ha colpito: dinamica, moderna, apparentemnte efficiente, quasi come se si percepisse nell'aria, guardando nei locali, nelle bottoghe, per le strade, per i luoghi turistici che qui si "sono dati una mossa". Insomma. So che non è il massimo ma non saprei descriverlo meglio.
Ciò che invece riesco a definire meglio è il genio visionario (e molto pragmatico poi nella trsposizione concreta della visione geniale) di Gaudì. Incredibile appena lo incontri. Sensazionale quando lo hai conosciuto, visto e toccato da vicino. La Pedrera, casa Batllot, palau Guell, il parco Guell con la casa del genio ti lasciano senza fiato. La tecnica antica del saper usare lo spazio e la luce, il saper creare il caldo e il fresco, l'uso e il richiamo continuo di elementi dal mondo naturale, vegetale ed animale sono sorprendenti. L'uso bizantino della ceramica, l'arco catenario da lui inventato, case il cui interno somiglia al costato di un grosso cetaceo, i colori, gli spazio le forme (le case non hanno angoli!).
Per non dire di quell'incompleta della Sagrada Familia. Un'attrazione nell'attrazione. Ancora non l'hanno finita e continuano però a costruirla secondo il progetto di Gaudì. Il parco Guell poi è una sorpresa continua.
Di fronte ai grandi ci si inchina.
Mi ha molto colpito anche un altro aspetto.
La precisione, l'efficienza, la pulizia e la funzionalità dei mezzi di trasporto. Peraltro più di quelli su gomma che non della metro (che peraltro funziona benissimo ed è molto comoda).
Il trasporto urbano su gomma vanta un autista tutto fare: autiere, bigliettaio, guida turistica. Intanto si sale da davanti, si fa il biglietto su e ti fanno subito il resto e ti danno lo scontrino. Che bisogno c'è di darti il bilgietto da obliterare se sei già sopra e hai già pagato?? Vallo a dire agli Italiani...
Poi dispaly luminosi e voce che ti dicono a quale fermata sei, come nella metro. Postio riservati per anziani e mamme in cinta. Controllori che salgfono in due e ti fanno alzare se si in uno dei posto riservati. Mi sembra anche questo un modo per rendere più sicure (e più efficienti e meglio organizzate, quindi più rispettate!) le nostre città.
Postilla: il sistema dei bus su gomma di Barcellona è certificato ISO 14001: 2004 e sono alimetati a metano.
Barcellona ha un sistema di bici comunali che prendi da una parte e lascia da un'altra, in appositi parcheggi. Fantastico!
Poi la spiaggia e il mare. Bellissimi. Spoaggia larga e immensa. Siamo stati alla Barcelloneta e lì abbiamo pranzato. Vedi dopo.
La compagnia era per me nuova ma siamo andati alla grande: laura, sara, massimo, silvia, rici, sandro e ricca.
Lì c'erano marco e lucia con i suoi 2 bellissimi bamabibi ruben ed hernan. Ci hahho ospitato a cena sabato, gamberoni alla griglia, cozze in guazzzetto...WOW!
Troppo gentili e veramente una bella famiglia. Marco da sangi a barcellona l'ha indovinata.
Grazie. E spero davvero alla prossima quanto prima.
A dormire eravamo in via La Forja, quasi centrale e belli e comodi gli appartamenti che ci hanno trovato Marco e Lucia.
Segnalo due posti dove mangiare con due brevi schede:
ARENAL
Tel. 93 221 0810 - Passeig Maritim (di fronte all’ospedale marittimo e a 300 mt dal Hotel Arts) - Metro (L4) Barceloneta
Situato nella famosa Barceloneta, si può godere una magnifica vista sul Mediterraneo dalle spaziose e piacevoli terrazze ed immergersi nella vita da spiaggia che vi circonda. O se preferite anche dalle sale interne si può godere di una bella vista sulla spiaggia e sul mare. Noi abbiamo mangiato fuori, rigorosamente pajella. Buoni i vini e cortesia.
Orario apertura 12,30-23,30
Orario apertura 12,30-23,30
FREE WAY
c/o Mallorca 191
Barcellona
Attenzione, ce ne sono due. Noi suamo stati in via Mallorca. Ci ha posrtati là marco. Cucian internazionale e si trova di tutto! Prezzi, a parte il sabato che costa un pò di più, molto abbordabili.
mercoledì 17 settembre 2008
giovedì 11 settembre 2008
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