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domenica 15 novembre 2009

Breve Storia di San Gimignano



Balestracci Duccio
Breve storia di San Gimignano
Pacini Editore, 2007
Pagine: 96 - ISBN: 8877818662 - ISBN-13: 9788877818669

"Lettura piacevole e snella, per una storia che resta comunque complessa e non breve. Lo regalo spesso anche agli ospiti delle camere, in inglese, perchè è la porta giusta per avvicinarsi alla scoperta della storia della nostra città. Ciò che colpisce, o meglio che mi ha colpito, è come negli anni San Gimignano, anche quando ha dovuto cedere di fronte ad altre città più forti (Siena, Pisa e Firenze), quando non proprio soccombere ad esse, non abbia perso la sua dignità, la sua fierezza, il suo istinto di libertà e di autonomia.
Curioso anche come, ieri come oggi, molti problemi si ripresentino: i soldi per restaurare le mura (che il Comune non aveva...), la tassa ai visitatori per mantenere le opere d'arte..
..".

Il volumetto analizza le origini e lo sviluppo del castello in età medievale e si sofferma sul ruolo economico da esso assunto nel pieno medioevo. In evidenza le forme produttive, i ceti sociali e le famiglie che seppero raggiungere mercati e piazze commerciali anche molto lontane. A fianco delle luci le ombre: i secoli della cosiddetta "crisi" sono esaminati nei loro reali aspetti, evitando semplificazioni e mettendo in rilievo le trasformazioni della società e dell'economia che scandiscono la vita di San Gimignano fino al Novecento. In conclusione vengono individuati due aspetti che ancor oggi caratterizzano San Gimignano: la rinascita della dimensione produttiva legata all'enologia specializzata, da un lato, e, dall'altro, la nascita della vocazione "turistica" strettamente correlata all'aspetto medievaleggiante del tessuto urbano.

..per inciso: resta sempre tutta la marea di libri acquistati ma che non riesco a sfoltire! :-(

venerdì 28 agosto 2009

NOI


Quelli che non vogliono vincere mai!
Si potrebbe sintetizzare così l'esito della chiaccherata fatta oggi in auto con walter e roberto mentre li portavo da sangi ad empoli. Ringrazio l'ex segretario per la sincerità ma da ciò che ci siamo detti e raccontati, l'impressione che ne ho tratto è che questo partito ancora non "abbia imparato la lezione"....il "non fate agli altri ciò che avete fatto a me!", per intenderci.
Però, allora, bisognerebbe individuare una volta per tutti "i mandanti".
Lui, ovviamente, ha la sua teoria ed è pure difficile, per tanti versi, dargli torto.
Però, davvero, o si cambia o il nuovo segretario, chiunque sia, dura 6 mesi e poi se ne va.
Resto sempre più convinto che ci sia bisogno di rivoltare questo partito dalla testa ai piedi, che sia finita l'ora di pensare che tutto il bene sta da una parte e tutto il male dall'altra, di ripartire dall'esempio, dai 'passi indietro' ogni tanto, che la si smetta col difendere l'indifendibile e la propria rendita di posizione finalizzata alla mera gestione del potere. Basta con i 'capibastone', basta ex, solo ricambio, idee, solidarietà unitaria tra di noi, stop alla rincorsa della frase all'ansa, più politica vera, che si occupi dei problemi (i nostri problemi), guardando più in faccia le persone.

Ieri sera la presentazione del libro è stata sobria, allegra. Sembrava di essere in famiglia. La famiglia Noi. Eravamo al teatro. Peccato per la pioggia che ha fatto saltare la cornice di piazza delle Erbe. Nei prossimi giorni leggerò il libro. Nel quale, tra l'altro, si parla anche di San Gimignano.

Utile anche la cena dopo la presentazione. Si è parlato poco di politica, ma qualche aneddoto simpatico c'è stato. Su tutti, il colloqio con de mita prima delle scorse elezioni...

Walter resta l'esempio di come la sinistra sia capace di mangiarsi i leader.
Resta una persona per bene, di grande magnetismo che si è visto costretto a lasciare il partito di cui era segretario, farsi da parte lui, per salvare (provare a salvare) il progetto riformista, dopo che tutti, e lui conferma, gli avevano chiesto di fare il segretario nazionale!
Domando: ma si può? Sì, perchè è già successo. Ed è successo proprio a noi.
Torno da capo: avremo imparato la lezione?

giovedì 27 agosto 2009

Veltroni a Sangi: ci vediamo in piazza!

'NOI' è il titolo del nuovo romanzo di WALTER VELTRONI.
Giovedì 27 agosto, ore 18, in piazza delle Erbe a San Gimignano, la presentazione in prima nazionale.
Edito dalla Rizzoli editore il nuovo romanzo di Walter Veltroni, 'NOI', sarà presentato in prima nazionale a San Gimignano, nella piazza delle Erbe. Oltre all'autore Veltroni, autore del libro, saranno presenti Giacomo Bassi, Sindaco di San Gimignano, Francesca Archibugi, Regista e il giornalista Paolo Franchi.

Per saperne di più:
http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/rizzoli



PS: Piccola partigianeria: non so come sia il romanzo, ho chiesto a Stella di portarmelo, ma una cosa è certa: per la prima nazionale non poteva scegliere cornice migliore.
PS1: ho una voglia, misto rabbia farcita di delusione, di fargli mille domande sul Pd che...forse, è meglio se mi trattengo.
PS2: a parte le delusioni politiche fa piacere notare come le persone, quasi dal nulla, stringano legami così forti con la nostra città, unica al mondo.

lunedì 3 agosto 2009

Letti di recente

Schiavone Aldo
L'Italia contesa - Sfide politiche ed egemonia culturale
Laterza - Collana Anticorpi

Questo l'abstract:
"Per vent'anni abbiamo vissuto sotto l'ala di un turbine: globalizzazione economica e trasformazione politica. Due metamorfosi insieme: post-industriale e post-democristiana. L'Italia di oggi ci restituisce per mille segni l'immagine di un Paese provato, che perde colpi di continuo. E soprattutto con un motore politico penosamente inadeguato, incapace di autentica innovazione, che non fa nulla se non pasticciando, e alla fine non sembra concepire altra missione tranne la pura conservazione di se stesso e del ceto che lo controlla. Ma altre volte siamo stati capaci di riagguantare all'ultimo istante il filo della nostra storia. La posta in gioco è troppo importante per rassegnarsi, e dopotutto siamo qualcosa di più di un piccolo angolo di mondo."
Un'analisi molto lucida dello stato del centrosinistra italiano e anche qualche terapia per "uscire dal tunnel" a partire da una premessa di questi tempi abbastanza forte (e provocatoria?): tutto ciò su cui si è fondato e il 'berlusconiscmo' di questi anni si sta sbriciolando. Occorre atttrezzarsi e prepararsi a riempire il vuoto.

***
Dan Brown
Angeli e Demoni
Mondadori

L'avevo scartato anni fa, dopo 5 pagine mi venne a noia. Forse perchè letto subito dopo il Codice da Vinci? Fantasia certo, però la trama è avvincente per quanto inverosimile.

***
Barnes Peter
Capitalismo 3.0. Il pianeta patrimonio di tutti
Egea

Questo l'abstract:
"Una proposta che può suonare un po' provocatoria (e un po' visionaria), ma che intercetta l'opinione diffusa che l'assetto capitalistico vada riformato e ripensato, senza cadere in ideologismi di maniera: si tratta di fare un upgrade del sistema, affinché il sistema stesso continui a operare. La versione 3.0 del sistema capitalistico deve fondarsi sulla rivalutazione e sul recupero dei beni comuni, i cosiddetti commons, che tutti possono utilizzare, ma su cui nessuno può reclamare un diritto esclusivo, come quelli ambientali o culturali, ovvero aria, acqua, parchi, monumenti. Solo in questo modo è possibile fronteggiare problemi che il capitalismo non ha saputo risolvere, quali il cambiamento climatico, l'esaurimento delle risorse energetiche, il degrado ambientale e la povertà, assicurando così il funzionamento per il futuro del sistema-mondo. Perché sia possibile procedere all'upgrade del sistema, occorre che i beni comuni vengano gestiti in modo autonomo sia dalle leggi di mercato sia dal controllo politico, preda spesso di una deriva statalista e affaristica. La soluzione, per Barnes, sta nell'affidare tali beni a Fondazioni o Trust, come avviene, per esempio, in Alaska, dove in questo modo sono gestiti i proventi delle concessioni per l'estrazione di gas e petrolio. "
Per certi vesi mi ha incuriosito (e colpito) come fece a suo tempo Economia all'idrogeno di Rifkin. L'idea di Barnes pone la centro una questione discussa da tempo, quella dei così detti commons, e tenta, qui sta la forza del libro, di mostrarci una possibile modalità di gestione e quindi una soluzione ai problemi che il capitalismo "versione 2.0" non ha saputo risolvere, questione energetica ed ambientale in primis. Libro interesante perchè non ideologico.

***
Civati Giuseppe
Nostalgia del futuro
Marsilio- Collana I Grilli

Questo l'abstract:
"Il Partito democratico non è partito e finora non è nemmeno stato molto democratico. Giuseppe Civati lo dice con chiarezza, indicando le ragioni delle difficoltà incontrate dal progetto che avrebbe dovuto cambiare la politica e il Paese, e che si ritrova alle prese con i suoi limiti, numerosi come le potenzialità che non ha ancora espresso. Alla ricerca di un profilo e di un metodo, prima ancora che di un’identità, il partito che l’autore immagina è qualcosa di rivoluzionario per la politica italiana perché parte dai cittadini, dalle nuove modalità di comunicazione e aggregazione sociale e, soprattutto, dalle domande della contemporaneità. Il lavoro, la società multietnica, l’ambiente, la laicità e la riforma della politica sono i temi di una nuova proposta che ha il sapore antico della passione e la freschezza di chi ha iniziato a far politica con l’Ulivo e con Berlusconi. E ha tutta la vita davanti: proprio come il pd."
Confesso. Lo sto leggendo quindi il giudizio è al momento parziale. Però, anche se non voterò per la mozione che lui sostiene, pur condividendone molti tratti, il pippo è forte e afferma cose, molte, che noi a San Gimignano ci diciamo da tempo. Provando anche, spesso con buoni esiti, a non praticarle per non pepretuare gli errori di chi ha avuto fino ad ora la guida del Pd.

lunedì 16 marzo 2009

Grazie Altiero


Non leggo quasi mai libri di politici. Mi affascinano, "a pelle", poco.
Tranne, ogni tanto, qualche saggio.
Ironia della sorte, o casulità e basta, gli ultimi due libri che ho letto di politici sono stati tutti e due del solito autore: Giorgio Napolitano. L'ultimo, finito ieri, si intitola "ALTIERO SPINELLI E L'EUROPA".
Un volumetto agile che raccoglie alcuni interventi di Napolitano dedicati al ricordo della figura di Spinelli e al processo di costruzione ed integrazione europea in generale. Lo consiglio. Intanto perchè Napolitano ha la dote di una scrittura fluida e mai banale, ma soprattutto perchè traspare tutta la tensione morale e politica di un uomo come Spinelli (ma direi anche come Napolitano) dedicata alla causa (giusta) della unità europea dopo le lacerazioni dei due conflitti mondiali.
Lo consiglio perchè è anche leggendo queste poche pagine che si comprende la necessità dell'unione europea e di quanto anche oggi abbiamo bisogno di rilanciare un processo di integrazione politica su matrice federalista (che ne penserà Bossi che vuole l'Europa delle regioni?!?!).

L'aspetto che mi ha colpito di più è stato la forza, la determinazione, la capacità propulsiva di Spinelli di non darsi mai per vinto anche di fronte alle sconfitte più sonore, sempre convinto della bontà della propria proposta di unità politica ancor prima che funzionale dell'Europa, il suo non porsi mai con atteggiamento ideologico nel farsi di questo processo, ma il porsi con atteggiamento dialogante, non preconcetto verso tutti gli interlocutori pur di dare all'Europa un'architettura democratica, istituzionale e politica che assicurasse ai popoli pace e prosperità in Europa. Obiettivi peraltro raggiunti anche se i passi da fare verso l'integrazione europea sono certamente ancora molti. Ha ragione Napolitano:


"Sulle idee e sulle battaglie di Altiero Spinelli c'è da riflettere assai più di quanto si sia fatto finora in Italia.
Si tratta forse del lascito più ricco su cui possano contare, per formarsi moralmente e per operare guardando al futuro, le nostre generazioni più giovani.
La sua resta una grande lezione di metodo: non chiudere le proprie analisi in alcuno schema, confrontarsi creativamente con la realtà nella sua evoluzione, ispirarsi tenacemente a idealità non passeggere come quelle dell'unità e del comune destino dell'Europa, saper risollevarsi da ogni sconfitta.
Si può imparare da Altiero a essere uomini e donne di alti pensieri e di forte, indomabile volontà d'azione".
NAPOLITANO G.
Altiero Spinelli e l'Europa
Collana "Fuori collana" - Il Mulino
pp. 96, € 8,00
anno di pubblicazione 2007

lunedì 2 febbraio 2009

IDI DI MARZO

L'influenza porta con sè anche alcuni (pochi) vantaggi.
Per me uno è quello di avere un pò di tempo per stare a casa a leggere.
Ho spolverato in due giorni IDI DI MARZO di valerio massimo manfredi. Autore di grande facilità narrativa, maestro del romanzo storico che, lo dico sinceramente, resta il mio genere preferito dai tempi delle medie. Il primo amore (Le memorie di Adriano, della Yourcenar) non si scorda mai.

Altri libri in produzione:
Altieri Spinelli e l'europa, G. napolitino
Il sogno europeo, J. Rifkin
capitalismo 3.0, P.Barnes

...e un'altra marea che non riesco a sfoltire......

venerdì 4 luglio 2008

GOMORRA e lo specchio rotto d'Italia

Sto leggendo GOMORRA, dopo aver visto il film e letto varie recensioni.
Il film l'ho visto prima per motivi di praticità. Mi piace tantissimo leggere, ma trovare il tempo per farlo mi è sempre più complicato. La pila dei libri che mi fanno compagnia sul mio comodino è cresciuta molto in questi mesi. Sembra un bambino che cresce in tenera età...
GOMORRA mantiene le promesse. Saviano ha una scrittura asciutta e pulita, molto metaforica a volte per descrivere sensazioni che la guerra di camorra gli lascia dentro.
L'istinto che si prova leggendo il libro è quello di rabbia e indignazione, poi subentra la vergogna per ciò che è la CAMORRA e cosa è questo nostro paese. Devo finirlo al più presto.