venerdì 1 gennaio 2010

Brindisi di Capodanno 2010

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

"Prontuario per il brindisi di Capodanno" di Erri De Luca

Alle bellissime parole di Erri De Luca, aggiungo che bevo a Stefano, a San Gimignano, ai vigili del fuoco e alle tante feste passate a pranzo o a cena con babbo al distaccamento, al tempo che vorrei ma che mi e ci è mancato, a tutte quelle cose che ancora mi e ci fanno battere il cuore e per le quali ogni giorno dico e diciamo: "sì, vale ancora la pena di impegnarsi e di lottare".

Grazie Presidente

Si può stare in politica e nelle istituzioni in tanti modi. Da cafoni, da mediocri o da persone serie e responsabili.
Giorgio Napolitano ha sempre scelto quet'ultimo modo e si vede. E si sente.





L'ho trovato un discorso serio, equilibrato ma non per questo mellifluo. Anzi. Ho apprezzato il non girare intorno ai problemi, il richiamo all'unità, alla forza dei giovani e alla loro voglia di dare un contributo all'Italia purchè qualcuno nel liberi le potenzialità abbattendo i privilegi e le prebende che rendono la mobilità sociale in Italia un miraggio, alla necessità di "sbloccare" il mezzogiorno (a cominciare dalla malavita) per far sviluppare TUTTA l'Italia. Il pensiero, mai retorico, a chi resta o è più indietro: lavoratori, persone a tempo, aziende chiuse, imprendotori a gambe all'aria. Il richiamo ad utilizzare il consenso per cambiare le cose, per cambiare l'Italia. Schietto, serio, equilibrato, profondo nel toccare i temi più spinosi, speranzoso e pieno di fiducia. Noi, ancora, non ci scoraggiamo Presidente! Però, sempre come ha detto lei, basta rattoppi! E i poteri pubblici agiscono per questi interessi e non per altri.

mercoledì 30 dicembre 2009

Approvato il RU, con dedica a Stefano

Come sapete dai post precedenti nel CC del 22 dicembre abbiamo definitivamente approvato il Regolamento Urbanistico (RU), cioè lo strumento di governo del territorio che conforma i suoli applicando quelle che sono le previsioni (norme) del Piano Strutturale (PS). Quest'ultimo era stato approvato nel 2007 ed avrà una durata di 20 anni. Il (primo) RU approvato il 22.12.09 avrà durata 5 anni applicando, appunto, alcune delle previsioni del PS. I succssivi RU applicheranno le restanti. Quindi, se non ci saranno sorprese, nel periodo di durata del PS avremo 4 RU.
Pubblico il comunicato stampa che abbiamo preparato col Fuli come rappresentanti del gruppo consiliare 'Centrosinistra per San Gimignano'. Riassume, in estrema sintesi, quelle che sono le cose più importanti del PS e del primo RU appena approvato. Ancora qualche giorno per i passaggi di rito (comunicazioni, pubblicazione sul BURT, etc..) e finalmente San Gimignano riavrà tutti gli strumenti urbanistici a regime per conservare nel tempo il suo valore consentendo però di non farne un museo ingessato ma, semmai, questo è quello che mi auguro, un luogo dove poter continuare ad abitare, a lavorare, ad aprire un'attività, a dedicarsi alla campagna e al commercio.


La maggioranza approva il nuovo Regolamento Urbanistico
Chiuso un ciclo riformatore, adesso una fase nuova per San Gimignano

Dopo 5 sedute è stato definitivamente approvato dal Consiglio Comunale il nuovo Regolamento urbanistico, grazie al voto compatto della maggioranza ‘Centrosinistra per San Gimignano’. Si chiude così il processo di riforma degli strumenti di pianificazione e di governo del territorio iniziato nel 2001 e si pongono le condizioni di sviluppo della comunità sangimignanese e di moderna conservazione dello straordinario patrimonio artistico, storico, culturale e paesaggistico di San Gimignano.

Siamo molto soddisfatti - dichiarano in una congiunta Andrea Marrucci (Pd) e Massimiliano Fulignati (Sinistra Ecologia e Libertà) rispettivamente capogruppo e vice capogruppo della coalizione ‘Centrosinistra per San Gimignano’ – perché abbiamo rispettato i tempi di approvazione del Regolamento Urbanistico, mantenendo un impegno preso con i sangimignanesi, e perché si chiude un processo riformatore di molti anni che è stato sempre ispirato da una scelta politica di fondo: la ricerca dell’equilibrio massimo tra sviluppo e conservazione. Adesso, per la nostra comunità, può aprirsi una fase nuova.

Il Piano Strutturale ed il Regolamento Urbanistico che lo applica sono una buona sintesi tra lo sviluppo che serve al territorio per lavorare, per produrre reddito, per vivere a San Gimignano e per conservare quello che è un patrimonio dell’umanità intera. Nessuno strumento urbanistico è attento alla tutela più del Piano Strutturale di San Gimignano in quanto riprende il meglio del passato aggiornandolo con norme ancora più stringenti e più severe. Bastano alcuni esempi. La tutela del centro storico passa dalla conferma del Piano particolareggiato di Quaroni e dalla scelta di indicare la destinazione urbanistica del complesso del San Domenico e del complesso di Santa Fina che insieme sono quasi il 17% del tessuto urbano patrimonio Unesco. Si pensi anche alle scelte fatte in territorio aperto come l’estensione (di circa il doppio della precedente) della zona di inedificabilità assoluta intorno al capoluogo; l’attenta disciplina del territorio rurale orientata allo sviluppo delle attività agricole e all’incremento del presidio ambientale da parte della popolazione residente; la misurata espansione edilizia in aderenza ai tessuti urbani di recente formazione, connotata da una forte attenzione alle finalità sociali con la previsione di alloggi da destinare ai servizi sociali, al canone concordato, alle giovani coppie o anche soltanto al mercato dell’affitto; si pensi, infine, all’adeguamento del sistema viario e infrastrutturale, con la previsione della circonvallazione di San Gimignano e di Ulignano e con la razionalizzazione del sistema degli approdi turistici e il potenziamento della rete dei parcheggi”.

Infine – proseguono Marrucci e Fulignati – vogliamo ricordare che tra sviluppo e conservazione ci sono state scelte da fare che il Piano Strutturale e il Regolamento appena approvato hanno affrontato con decisione. Tre soli esempi: la scelta dei recuperi, con l’eliminazione delle situazioni di degrado ambientale attraverso mirati interventi di riqualificazione urbanistica; la scelta di evitare la realizzazione di nuove strutture alberghiere e di favorire, al contempo, l’emersione del sommerso e la diversificazione e il completamento dell’offerta verso i segmenti medi del mercato; la scelta, infine, di concentrare le attività produttive all’interno delle zone artigianali e industriali esistenti delocalizzando gli opifici diffusi nel territorio attraverso l’ampliamento della zona industriale di Cusona, l’adeguamento e la riqualificazione delle zone artigianali di Badia a Elmi e di Fugnano”.

Purtroppo - chiude la nota del gruppo Centrosinistra per San Gimignano - l’atteggiamento delle opposizioni su una materia così importante per il futuro di San Gimignano è stato di chiusura e di pregiudizio traducendosi, dopo varie sedute disertate, in altrettanti voti contrari.

Se da un lato ormai non stupisce più la logica attendista e del rinvio tanto cara alla Lista Civica, manifestatasi anche questa volta paventando inesistenti rischi di “stravolgimenti” (impossibili di fatto: il Regolamento Urbanistico applica il Piano Strutturale e quindi non può andare oltre i paletti da questo fissati) , destano sorpresa gli atteggiamenti del PDL e del PRC.
Il primo si è sottratto a lungo alla discussione e quando vi ha partecipato ha dimostrato di non essere in sintonia con la realtà sangimignanese lanciando generiche accuse che non fanno onore neppure a chi le ha pronunciate.
Il secondo, dopo aver votato a favore del Piano Strutturale e all’adozione del Regolamento Urbanistico nella passata legislatura, in quella attuale oltre che a cambiare ruolo ha perfino cambiato opinione su norme che aveva contribuito a scrivere.

A noi - concludono Marrucci e Fulignati - resta la soddisfazione di aver adempiuto ad un preciso obbligo di legge, di aver mantenuto un impegno preso in campagna elettorale, di aver dato ai Sangimignanesi un nuovo strumento di governo del territorio che tutela il "valore" San Gimignano, ma lo spinge sulla strada dello sviluppo moderato e in chiave sostenibile. Resta anche la consapevolezza di aver chiuso un lungo e faticoso lavoro per San Gimignano e per i Sangimignanesi, nell’interesse della nostra comunità sperando, anche così, di poter contribuire al superamento della difficile congiuntura che colpisce la Val d’Elsa.

Un lavoro lungo e complesso per il quale va il nostro ringraziamento a tutti i tecnici dell’ufficio di piano ed a tutti gli amministratori delle due precedenti legislature.
Tra questi un pensiero lo abbiamo rivolto anche al consigliere Stefano Giusti, prematuramente scomparso in settembre, al quale il nostro gruppo ha formalmente dedicato il voto finale di approvazione del Regolamento”.

Gruppo consiliare Centrosinistra per San Gimignano
28.12.2009

martedì 29 dicembre 2009

Just breathe

Ancora la mia preferita.


Yes I understand that every life must end, aw huh,..
As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,..
I’m a lucky man to count on both hands
The ones I love,..
Some folks just have one,
Others they got none, aw huh,..

Stay with me,..
Let’s just breathe.

Practiced are my sins,
Never gonna let me win, aw huh,..
Under everything, just another human being, aw huh,..
Yeh, I don’t wanna hurt, there’s so much in this world
To make me bleed.

Stay with me,..
You’re all I see.

Did I say that I need you?
Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one knows this more than me.
As I come clean.

I wonder everyday as I look upon your face, aw huh,..
Everything you gave And nothing you would take, aw huh,..
Nothing you would take,.. Everything you gave.

Did I say that I need you?
Oh, Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one know this more than me.
As I come clean.

Nothing you would take,.. everything you gave.
Hold me till I die,..
Meet you on the other side.

Pearl Jam

lunedì 28 dicembre 2009

Futuro

.... di Julio Cortazar

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Dopo Copenhagen...l'ambiente contro la crisi

Le proposte del PD per l'ambiente e la green economy

L’economia verde è l’unica leva di sviluppo dell’economia occidentale che consente di lasciare un mondo vivibile alle generazioni future e costruire la futura crescita assumendo il vincolo delle risorse ambientali e la qualità come criterio fondamentale.

Queste alcune delle azioni fondamentali:
1.
Efficienza energetica: Risparmiare energia con la riqualificazione delle abitazioni e degli edifici privati e pubblici, con la sostituzione delle auto e degli elettrodomestici più inquinanti:
In particolare:
- Rendere permanenti ed estendere le agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica delle abitazioni e degli edifici privati. Avviare un piano straordinario di riqualificazione per gli edifici pubblici (scuole e ospedali in testa), con l’istituzione di un fondo di rotazione di 100 milioni di euro all’anno, per l’efficienza energetica e la messa in sicurezza. Definire una data per nuovi edifici residenziali a “emissioni zero”.
- Ecoincentivi per la rottamazione vincolati ad auto a basse emissioni e bassi consumi.
- Ecoincentivi per l’acquisto di frigoriferi e congelatori a basso consumo e per prevedere l'ampliamento a lavatrici e lavastoviglie ad alta efficienza energetica delle tipologie di elettrodomestici che possono usufruire delle detrazioni; blocco graduato delle vendite per gli apparecchi fuori da classe A e da classe A + per i frigoriferi.

2. Fonti rinnovabili: Raddoppiare nei prossimi dieci anni l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Costruire un’industria nazionale del settore e promuovere nuove imprese che producano impianti, tecnologie, pannelli solari, nuovi materiali per l’edilizia, ecc. La soluzione non è in un ritorno al nucleare a questo stadio di tecnologia: costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive.

3. Trasporto pubblico:
- Favorire investimenti pubblici per il rinnovo del parco mezzi con acquisto di autobus a metano. Avviare un piano di 1.000 treni per i pendolari, con 300 milioni di euro all’anno per cinque anni. - Prevedere incentivi fiscali attraverso i quali i datori di lavori possano fornire ai loro dipendenti i “ticket-transport”, dei buoni di trasporto, (su modello dei buoni pasto), esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, su mezzi collettivi e mezzi pubblici.

4. Ricerca:
- Sostegno alla ricerca e all’innovazione dell’industria automobilistica per le auto ecologiche del futuro. Ripristinare il credito d’imposta per la ricerca come base di un’economia che punta sull’innovazione, sulla conoscenza e sulla qualità legata all’ambiente.
- Proseguire il lavoro avviato con Industria 2015.

5. Territorio, turismo, agricoltura di qualità:
- Favorire le imprese e le economie che si basano sul nostro straordinario patrimonio ambientale e storico-culturale e puntano sul turismo di qualità, sui prodotti agricoli legati al territorio, alla manifattura italiana.
- Difendere e promuovere il made in Italy nel mondo. Ripristinare i fondi per la difesa del suolo dimezzati dal governo (dai 510 milioni di euro del 2008 ai 269 milioni del 2009, per arrivare nel 2011 a 93 milioni).

6. Rifiuti:
Incentivare il riciclo dei rifiuti e l’industria ad esso collegata: un incremento del 15% in dieci anni rispetto ai livelli attuali rappresenterebbe il 18% dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di CO2. e significherebbe far scendere i consumi energetici di 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

7. Regole e procedure semplici e certe:
Rendere più semplici le procedure delle autorizzazioni per gli impianti che utilizzino fonti rinnovabili e garantiscano risparmio energetico. Le Regioni completino entro il 2010 i loro piani energetici per il rispetto del “20-20-20”. I Comuni, sempre nell’arco di quest’anno, adeguino i propri regolamenti edilizi e urbanistici, affinché tutte le nuove costruzioni rispettino gli obblighi di legge per la produzione di calore e di energia elettrica.

8. Infrastrutture
Allentare il patto di stabilità per i Comuni per aprire subito i cantieri per piccole e medie opere di riqualificazione del territorio e delle città, per la manutenzione di scuole, ferrovie e strade.

Scegliere per l’Italia la via della green economy con un grande piano di riconversione ambientale è una priorità anche per sostenere e rilanciare l’economia. Attraverso la via della green economy si coinvolgono, fra nuovi lavori e riqualificazione di quelli esistenti, un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni.

Azzeccagarbugli

Della serie: chi ci capisce qualcosa è bravo.
E una domanda: che cosa stiamo combinando in Puglia???