mercoledì 9 dicembre 2009

Age of stupid

Raise your voice - Change climate change!




Una suggestiva e appassionante docu-fiction sugli effetti futuri del global warming
Fonte: my movies

Nel 2055 la Terra appare devastata. I cambiamenti climatici hanno scatenato ogni genere di violento fenomeno atmosferico e hanno condannato tutte le più importanti capitali mondiali e le loro popolazioni.

Dall'alto di un'imponente torre situata su quel che resta della calotta artica, un uomo che ha costruito un immenso archivio della storia artistica e culturale dell'umanità, si domanda di fronte ad un database di vecchi filmati e interviste raccolte cinquant'anni prima: “Avremmo potuto evitarlo?”

Il linguaggio delle campagne di sensibilizzazione ha scoperto con un certo ritardo la componente suggestiva e spettacolare del cinema. Se prima calcava principalmente sulla forza del messaggio o sulle potenzialità estetiche del medium, da qualche tempo preferisce concentrarsi sul modello high concept del cinema hollywoodiano, quindi meno sullo shock che sulla familiarità e sul dinamismo della rappresentazione.

All'incrocio ideale fra pedagogia e intrattenimento, fra Una scomoda verità e The Day After Tomorrow, si colloca la docu-fiction The Age of Stupid.
A partire da una cornice narrativa da disaster movie fatta di efficaci effetti visivi low budget e suggestioni musicali fra il tragico e l'apocalittico firmate dai Radiohead, davanti agli occhi dello shakespeariano archivista Pete Postlethwait e ai nostri, scorrono le immagini di sei testimonianze di vita provenienti dai vari continenti.
C'è chi è sopravvissuto da eroe all'uragano Katrina, vi è una coppia di inglesi che lottano per l'immissione di centrali eoliche nella campagna, un'anziana guida dei ghiacciai del Monte Bianco che racconta le sue esperienze, il ricco imprenditore indiano in procinto di aprire la sua terza compagnia aerea low cost, due bambini iracheni orfani di guerra fuggiti in Giordania e, infine, una giovane donna nigeriana che combatte contro fame e malattie per potersi garantire un'istruzione e diventare un medico riconosciuto.

Al contrario del documentario con Al Gore, The Age of Stupid parte dalla posizione forte di chi ritiene che la responsabilità umana nel processo del surriscaldamento globale non possa più permettersi di esser messa in discussione e che fare un'efficace sensibilizzazione passi attraverso un discorso esplicitamente politico. Così, memore di un'esperienza a fianco di Ken Loach per il documentario McLibel, la britannica Franny Armstrong racconta il global warming in termini di lotta di classe e di logica dello sfruttamento, identificando il petrolio e i suoi derivati come denominatore comune delle varie situazioni che racconta.
A poco a poco, infatti, il passaggio fra le varie dimensioni delle testimonianze e i vari continenti abbandona la progressione narrativa e si fa sempre più fluido, senza soluzione di continuità, arrivando a tematizzare anche le colpe e le responsabilità del colonialismo e della politica belligerante del mondo occidentale. Una tale visione d'insieme significa elaborare un racconto senza dubbio partigiano ma non parziale sulla contemporaneità. Un racconto dove la necessità drammaturgica di dare un respiro epico e persuasivo alla sostanza del proprio messaggio non venga meno al rigore analitico di chi compartecipa senza confondersi o prevaricare sui discorsi degli intervistati. Così da vanificare ogni possibile accusa di moralismo o integralismo da parte di chi ancora si ostina ad essere uno “stupido”.

lunedì 7 dicembre 2009

Seal the deal Copenhagen 7-18 dicembre 2009

Da oggi al via 15 giorni di negoziati per un accordo vincolante per la riduzione mondiale dei gas serra secondo il principio delle responsabilità condivise.
Per i link vedete il post precedente.

Report: Proposed emission cuts close to what is needed
A study released by the UN Environment Program Sunday indicated that pledges by industrial countries and major emerging nations fall just short of the reductions of greenhouse gas emissions that scientists have called for — and the gap is narrower than previously believed.

07/12/2009 06:15
"For those who claim a deal in Copenhagen is impossible, they are simply wrong," said UNEP director Achim Steiner, releasing the report compiled by British economist Lord Nicholas Stern and the Grantham Research Institute.
Environmentalists have warned that emissions commitments were dangerously short of what UN scientists have said were needed to keep average temperatures from rising more than two degrees Celsius (3.6F) above what the industrial age began 250 years ago. But most of those warnings were based on pledges only from industrial countries.
The UNEP report included pledges from China and other rapidly developing countries, which in turn were contingent on rich-country funding to help. UNEP said all countries together should emit no more than 44 billion tons of carbon dioxide by 2020 to avoid the worst consequences of a warming world. Computing the high end of all commitments publicly announced so far, the report said emissions will total some 46 billion tons annually in 2020. Emissions today are about 47 billion tons.
"We are within a few gigatons of having a deal," Steiner said. "The gap has narrowed significantly."


PICCOLO VADEMECUM
Cina, Usa, Ue, Russia, India e Giappone sono la top 6 dei maggiori emettitori di Co2 e producono il 70% delle emissioni totali. Ecco i numeri (Fonte: Fondazione per lo sviluppo sostenibile):
dal 1990 al 2008 la metà dell'aumento mondiale delle emissioni è stato prodotto dalla Cina; la Cina produce il 22,2% delle emissioni globali (1,9 miliardi di tonnellate di carbonio nel 2008), gli Usa producono il 18% delle emissioni (1,5 miliardi di tonnellate nel 2008).
Cina e Usa producono il 40% delle emissioni mondiali.
20 paesi producono il 75% delle emissioni mondiali e il 78% del loro aumento.
L'Italia è al 13° posto per emissioni totali di CO2 (119 milioni di tonnellate di CO2 nel 2008).


FONDAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE E KYOTO CLUB PER UN NUOVO TRATTATO SUL CLIMA
Cinque proposte da portare a Copenhagen per far svolgere all'Italia un ruolo da protagonista al vertice Onu sui cambiamenti climatici e arrivare al varo di un nuovo trattato sul clima.

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e il Kyoto Club le hanno presentato oggi a Roma in occasione di una Conferenza Stampa alla presenza di politici, rappresentanti dell'industria, dei sindacati, delle autonomie locali e delle associazioni. Le proposte prevedono l'assenza di ulteriori rinvii e la definizione di un Trattato legalmente vincolante; una riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2020 rispetto al 1990 per i paesi più industrializzati; impegni di riduzione minori anche da parte dei paesi di nuova industrializzazione, in particolare della Cina; meccanismi di cooperazione internazionale per le misure di adattamento, per il trasferimento tecnologico e il sostegno dei Paesi in via di sviluppo; efficaci sistemi di controlli e sanzioni. "Per mantenere l'aumento della temperatura entro i due gradi -ha osservato il Presidente della Fondazione, Edo Ronchi - non si dovrebbero emettere in atmosfera dal 2000 al 2050 più di 1.000 Gton di CO2, ne abbiamo già emesse 313 e ce ne restano 687. Per rispettare questo "budget", la ripartizione della riduzione delle emissioni al 2020 potrebbe essere questa: -30% di CO2 per i paesi industrializzati, come proposto dalla UE; -25% per la Russia, -2% per la Cina, mentre l'India potrebbe aumentarle del 60%. Si tratta di una grande sfida ed è quindi necessario un nuovo trattato che coinvolga tutta la comunità internazionale". L'Italia da parte sua, per la crisi economica ma anche per le politiche per il risparmio energetico e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ha visto, dal 2005, le emissioni di gas serra in costante diminuzione e quindi potrebbe centrare l'obiettivo di Kyoto nel 2012. Ma per essere pronta ad attuare il nuovo trattato e per svolgere un ruolo di traino nella trattativa sul clima, deve compiere un cambio di passo in otto azioni. In particolare dovrà definire con le Regioni un programma di sviluppo delle rinnovabili per realizzare l'obiettivo del 17% del consumo finale lordo; aggiornare gli incentivi; rimuovere gli ostacoli burocratici e tecnici per la diffusione delle rinnovabili; intervenire per l'efficienza energetica negli usi finali a cominciare dagli edifici pubblici; definire nuovi standard di efficienza energetica; rilanciare il programma "Industria 2015" per lo sviluppo delle imprese energetiche verdi e per i prodotti a basso impatto; definire un piano per la mobilità sostenibile; promuovere i consumi sostenibili e gli acquisti pubblici verdi.
"Il mondo politico e industriale italiano ha capito in ritardo la portata della rivoluzione industriale legata al cambiamento del clima e dovrà ora recuperare il ritardo?, ha detto Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club. Ed ha aggiunto che "esiste ancora una finestra di 5-7 anni per ritrovare un ruolo di punta nelle tecnologie delle rinnovabili e dell'efficienza energetica; occorre recuperare la visione del cambiamento in atto per garantire la forza propulsiva necessaria".

venerdì 4 dicembre 2009

Copenhagen

United Nations Climate Change Conference in Copenhagen-COP 15
7-18 Dicembre 2009

Seal the deal!

Countdown to Copenhagen








La situazione è tutt'altro che risolta:

The rich-poor rift widens only days before the Copenhagen meeting
Big developing nations reject core targets for a climate deal, demanding richer nations to do more.

Rie Jerichow
03/12/2009 14:45

Just five days before the climate talks start in Copenhagen, China, India, Brazil and South Africa rejected a Danish draft that proposed halving global greenhouse gases by 2050, setting a 2020 deadline for a peak in world emissions and limiting global warming to a maximum two degrees Celsius above pre-industrial times, European diplomats say, according to Reuters.

"We cannot agree to the 50/50 (halving emissions by 2050) because it implies that... the remaining (cuts) must be done by developing countries," South Africa's chief climate negotiator Alf Wills tells Reuters, partly confirming the EU diplomats' comments.

Alf Wills makes clear that developing nations could change their stance if industrialized states tightened their carbon targets.

The carbon reduction offers are far below those recommended by The Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). It says that developed countries need to reduce greenhouse gas emissions 25-40 percent below 1990 levels by 2020, and 80-95 percent below 1990 levels by 2050, in order to provide a "reasonable chance" of averting warming beyond two degrees Celcius above pre-industrial temperature that would have significant risks of severe and irreversible impacts on human and ecological systems.

Yvo de Boer, Execute Secretary of the UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) agrees that the climate promises by industrialized countries are insufficient.
The emissions reductions offered by rich nations as a group "are not yet where science says they need to be if we're going to avoid the worst impacts of climate change," de Boer says according to McClatchy newspapers.

Ma che sapore ha?




Sogno un cimitero di campagna e io là all'ombra di un ciliegio in fiore senza età per riposare un poco 2 o 300 anni giusto per capir di più e placar gli affanni
Sogno al mio risveglio di trovarti accanto intatta con le stesse mutandine rosa non più bandiera di un vivissimo tormento ma solo l'ornamento di una bella sposa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno di abbracciare un amico vero che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro e gente giusta che rifiuti d'esser preda di facili entusiasmi e ideologie alla moda
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno il mio paese infine dignitoso e un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa di non sognare la Nuovissima Zelanda Per fuggire via da te Brianza velenosa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa

giovedì 3 dicembre 2009

Il tempo che vorrei

Sembra fatto...apposta?

"I'll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin." È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c'è mai stato e con una lei che se n'è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

CC su tagli ai servizi sociali

Martedì il Consiglio Comunale non è andato per niente male. Tanti sangimignanesi e valdelsani (operatori sociali, associazioni, amministratori di altri comuni, etc...) ad ascoltare e a prendere la parola. Quando si parla di diritti civili e sociali, di cittadinanza, in una parola di persone e soprattutto di servizi alle persone più bisognose, proprio le persone si mobilitano. Occasione utile per capire come sono gestiti ed erogati i servizi sociali in Val d’Elsa, quali compiti ha e come li svolge la Fondazione Territori Sociali Alta Val d’Elsa. Interventi del pubblico positivi e tutto sommato anche dei gruppi consiliari. La Lista Civica per una volta è stata costretta a parlare di problemi che non sono solo sangimignanesi (da “porta a porta”, non quella di vespa ma da san giovanni a san matteo). Più chiara e netta la posizione di PRC su questi argomenti. Polemico il PDL, che ha scaricato le “colpe” dei tagli sulla regione (?) ed ha esortato il Comune a mettere risorse in materia. Questo, però, avviene già. Il punto, semmai, è fino a quando potrà reggere il bilancio comunale simili sforzi. La garanzia di questi servizi non può essere assicurata a lungo solo dai bilanci comunali, è bene esserne coscienti e non illudere i cittadini....Cosa curiosa: per il pdl non ha mai parlato il capogruppo.
Peccato solo che su di un tema così importante, pur riconoscendone anche il pdl alcuni passaggi positivi, non si sia trovata l’unanimità sulla mozione da noi presentata. La mozione è passata con i voti a favore del centrosinistra per san gimignano, della lista civica, del prc. Voto contrario della pdl.
A parte questo, una serata importante per San Gimignano e per la Val d’Elsa e per i loro cittadini. E' a rischio infatti, in questo momento di crisi economica, oltere che il lavoro in Valdelsa, anche il nostro stato sociale. E noi questo non possiamo accettarlo ma, soprattutto, permetterlo.

lunedì 30 novembre 2009

A rischio i servizi sociali in Valdelsa

COMUNE DI SAN GIMIGNANO - PROVINCIA DI SIENA

Oggetto: Convocazione Consiglio Comunale

La S.V. è invitata alla riunione del Consiglio Comunale straordinario che si terrà in forma aperta presso il Centro Diurno “Il Bagolaro” in Via delle Fonti, il giorno martedì 1°dicembre 2009, alle ore 21.15 per la discussione del seguente ordine del giorno:
“LE POLITICHE SOCIALI LOCALI E NAZIONALI: Aumentano i bisogni e diminuiscono i fondi".
Interveranno:
PAOLO BROGIONI - Sindaco di Colle di Val D’Elsa e Presidente Fondazione Territori Sociali Alta Val D’Elsa
ANTONIO MAZZAROTTO - Direttore Generale della Fondazione Territori Sociali Alta Val D’Elsa

- Mozione presentata dal Gruppo “Centrosinistra per San Gimignano” sui tagli governativi al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.

IL SINDACO
Giacomo Bassi

La forma aperta significa che i cittadini, associazioni o comunque portatori di interesse possono oltre che partecipare anche prendere la parola. La situazione è pesante e tutta la Valdelsa è mobilitata. Questi CC si terranno in tutti i Comuni della valdelsa. Tanto per essere chiari il fondo nazionale per le politiche sociali è stato tagliato in modo più che significativo: del quasi un milione di euro che ci arrivava ne resteranno appena 200mila. Già nel corso del 2009 i comuni hanno messo risorse aggiuntive perchè la FTSA, braccio operativo a controllo pubblico dei comuni valdelsani nel campo dei servizi sociali, potesse far fronte alle esigenze dei cittadini, acuitesi peraltro con la crisi.
Il tema come si vede è serissimo perchè coinvolge la qualità e l'esistenza stessa dei servizi sociali in valdelsa. Invito tutti a partecipare.
Come gruppo "CENTROSINISTRA PER SAN GIMIGNANO" abbiamo presentato una mozione. Vi riproduco il testo:


Oggetto: MOZIONE SUI TAGLI GOVERNATIVI AL FONDO NAZIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI

Premesso che il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è destinato a finanziare, per ciascun territorio, una rete integrata di servizi alla persona rivolti non solo all'inclusione dei soggetti in difficoltà, ma in generale all'innalzamento del livello di qualità della vita di ognuno di noi;

Rilevato che le risorse contenute nel suddetto fondo si ripartiscono in due aree di intervento: una contenente i trasferimenti economici per garantire i diritti soggettivi a persone e famiglie che vengono gestiti attraverso l’INPS; l’altra che finanzia la rete integrata di servizi sociali territoriali, attraverso una ripartizione tra le Regioni che, a loro volta, attribuiscono le risorse ai Comuni per l’erogazione dei servizi al cittadino;

Visto che la programmazione e l’organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali compete alla Regione e agli enti locali e che i Comuni esercitano le funzioni di programmazione locale del sistema integrato attraverso l’approvazione dei piani di ambito zonale all’interno del quale la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa gestisce i suddetti per conto dei 5 Comuni dell’Alta Val d’Elsa: San Gimignano, Casole d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi e Radicondoli;

Rilevato altresì che il disegno di legge finanziaria 2010 prevede per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali un finanziamento totale pari a 1.054 milioni di euro, che, dunque, i tagli operati negli ultimi cinque anni ammontano a 570 milioni di euro;

Considerato che già nel 2008 con il DL 112/2008 il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è stato decurtato in corso di anno, in maniera retroattiva, di 115 milioni di euro rispetto ai 1.582 milioni di euro previsti dalla legge finanziaria, a danno delle sole risorse destinate alle Regioni e alle Province autonome.

Considerato che questo taglio si è tradotto per i servizi sociali dell’Alta Val d’Elsa in 236 mila euro in meno rispetto a quanto preventivato. Quindi, per sopperire a tale diminuzione già una volta i nostri Comuni sono stati costretti ad aumentare, con enorme sforzo, la propria contribuzione economica per il finanziamento dei servizi sociali;

Rilevato che ancora una volta per il 2010 è a rischio, anche in Valdelsa, la sostenibilità di importanti settori di prevenzione e gestione del disagio sociale. Infatti, per il prossimo anno anche nei nostri territori, gli interventi a favore delle famiglie, dei minori e dei disabili (assistenza domiciliare, assegni di cura, fondi per le famiglie, fondi per i progetti di affido familiare, area tutela dei minori, progetti relativi alle persone disabili) potrebbero subire un forte decremento e che, a meno di una profonda inversione di tendenza, questi interventi in futuro potrebbero essere destinati ad essere finanziati solo attraverso donazioni o risorse proprie dei cittadini;

Considerato che in un momento di crisi economica come quella che il nostro Paese sta attraversando, anziché potenziare i servizi al cittadino, il Governo toglie risorse allo strumento ordinario attraverso il quale i Comuni hanno fino ad oggi attuato politiche di servizi e protezione sociale;

Il Consiglio Comunale di San Gimignano
esprime grande preoccupazione, vista anche la grave crisi economica ed occupazionale, per l’attuale situazione nazionale e per il futuro taglio al fondo per le politiche sociali che potrebbe produrre serie conseguenze anche nei nostri territori.

Impegna la Giunta e il Sindaco di San Gimignano
- a considerare il sociale un settore prioritario ed irrinunciabile per il benessere dell’intera società, anche nella stesura del Bilancio comunale;
a mobilitarsi in tutti i luoghi per il mantenimento ed il reintegro dei finanziamenti al fondo sociale nazionale e regionale;
- a rendere partecipi i cittadini dei possibili rischi legati ai tagli sulle politiche sociali che comprometteranno seriamente i servizi soprattutto per le famiglie, i minori e i disabili.


Gruppo Consiliare Centrosinistra per San Gimignano
24 novembre 2009


PER CONOSCERE COSA E', COSA FA E COME FUNZIONA LA FTSA, FONDAZIONE TERRITORI SOCIALI ALTA VALDELSA, LEGGETE QUI.