mercoledì 9 dicembre 2009

Il giovedì porta Consiglio

COMUNE DI SAN GIMIGNANO - PROVINCIA DI SIENA
San Gimignano, 27 novembre 2009


Oggetto: Convocazione Consiglio Comunale
La S.V. è invitata alla riunione del Consiglio Comunale che si terrà in seduta straordinaria, presso la sede comunale, il giorno giovedì 10 dicembre 2009, alle ore 21.00 per la discussione del seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbali seduta consiliare precedente;
2. Esame delle osservazioni dalla n.201 alla n.285 al Regolamento Urbanistico e relative controdeduzioni;
3. Ordine del Giorno presentato dal Gruppo “Rifondazione - Comunisti Italiani” sul "Riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica”;
4. Ordine del Giorno presentato dal Gruppo “Centrosinistra per San Gimignano” sul D.L.
n.135/2009 che prevede all’art.15 l’ ” Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di
servizi pubblici locali di rilevanza economica”;
5. Ordine del Giorno presentato dal Gruppo “Centrosinistra per San Gimignano” sulla Finanza
Locale.

All'originario odrine del giorno sono stati aggiunti alcuni punti:

6. Acquisto di immobile di civile abitazione posto in loc. Belvedere di proprietà del Sig. Tartarelli
Marcello;
7. Ordine del giorno presentato dai Gruppi “Centrosinistra per San Gimignano” e “Rifondazione - Comunisti Italiani”, sul D.L. n. 135/2009, art. 15: “Riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica”.

Inoltre, essendo interventua nel frattempo la scomparsa di Ernesto Treccani ci sarà anche una breve commemorazione come da comunicazione qui sotto:

Vi informo che nella seduta del Consiglio Comunale del 10 dicembre p.v. si terrà una breve
commemorazione del M° Ernesto Treccani, recentemente scomparso, Cittadino Onorario di San
Gimignano. La commemorazione prevederà l’intervento del già Sindaco di San Gimignano Pier Luigi Marrucci, che tratteggerà la figura e l’opera nonché il rapporto con San Gimignano del M°
Treccani.

IL SINDACO - Giacomo Bassi



In sintesi, di cosa si tratta?

E' l'ultima seduta del CC che tratta le osservazioni al Reg. Urbanistico. Se non ci saranno problemi burocratici, parere ancora mancanti da ltri enti e autorità (vedi per es. autorità d'ambito) dopo questa seduta potremo approvare definitivamente il Reg. Urbanistico nella seduta del 22 dicembre. Chiuderemmo così quasi 10 anni di riforme degli strumento urbanistici a San Gimignano. Le opposizioni faranno la solita scenata, uscendo al momento del voto ma questa volta senza dilungarsi nella ripetizione delle loro, pur legittime, argomentazioni.



Abbiamo poi presentato un odg sulla finanza locale che riporto in fondo al post, per attirare l'attenzione sulle condizioni della finanza locale e delle politiche governative che in molti casi, mica sempre, riducono la capacità do manovra o la possibilità di intervento dei Comuni. Un caso per tutti: l'iniqua applicazione del patto di stabilità che, pur partendo da un giusto principio (cioè quello di non fare debito pubblico eccessivo), impedisce di fatto di spendere al Comune i soldi propri. La cifra è quella che campeggia in questi giorni sui manifesti fatti attaccare dalla Giunta: più di 8 MILIONI D EURO (per il titolo II del Bilancio, cioè le somme destinate agli investimenti).



Poi ci sono i due ODG presentati da noi e da PRC che di fatto sono sorpassati perchè su di un tema delicato come quello dell'acqua abbiamo convenuto di presentasre un testo assieme che potesse ottenere i più larghi consensi in Consiglio. E' stata dura ma non troppo: con PRC abbiamo trovato l'accordo. Acqua bene comune, acqua diritto universale, acqua da non far gestire solo ed esclusivamente ai privati con la logica dell' "acqua al miglior offerente". Il testo lo riporto in fondo a questo post.



Il punto dell'acquisizione è una scelta fatta durante la votazione dell'assestamento di Bilancio 2009. In sostanza, il Comune acquista un immobile in blevedere, piccolo appartamento, che poi utilizzerà per fini sociali per famiglie o nuclei in difficoltà.





Gruppo Consiliare “Centrosinistra per San Gimignano”
Ordine del giorno sulla finanza locale
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IL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN GIMIGNANO

Considerato
- che le ultime rilevazioni Istat confermano che il contributo dei Comuni al contenimento dei saldi di finanza pubblica è determinante ed è evidente il contributo positivo e l’andamento virtuoso dei Comuni rispetto agli altri livelli di governo, in questo modo si è contribuito essenzialmente al controllo della spesa;
- che i Comuni sono allineati al conseguimento degli obiettivi di risanamento dei conti pubblici, ma che per raggiungere questi risultati hanno dovuto sacrificare una cospicua parte della spesa per investimenti, in considerazione del fatto che il solo contenimento della spesa corrente non sarebbe stato sufficiente al raggiungimento degli obiettivi medesimi;
- che sotto il profilo delle entrate dei Comuni incide in modo fortemente negativo l’insufficiente copertura del minore gettito derivante dall’ICI abitazione principale riguardante i bilanci 2008, per i quali Anci è comunque riuscita ad ottenere una parziale integrazione dei fondi, e che riguarda, in modo ancor più grave, quelli relativi all’anno 2009, diventando ancor più incerta e rischia, per il 2010, una riduzione complessiva delle risorse di più ampia portata;
- che a quanto sopra vanno aggiunti:
a) i tagli ai trasferimenti erariali derivanti dal potenziale aumento di gettito relativo ai fabbricati ex rurali, rispetto ai quali l’azione dell’Anci ha tuttavia consentito l’accoglimento per l’anno 2010 della richiesta di non procedere ad alcuna decurtazione preventiva del fondo ma solo come conseguenza delle certificazioni che saranno prodotte ai sensi del D.L. 262/200;
b)i tagli ai trasferimenti derivanti dai risparmi ai costi della politica per i quali la distanza consolidata fra la riduzione dei trasferimenti operata ed i risparmi effettivamente conseguiti dagli Enti per gli anni 2008 e 2009 è evidentemente insostenibile, per cui anche in questo caso la posizione dell’Anci sarà quella di non operare che sulla base di certificazioni consuntive;
c)la riduzione del fondo ordinario operata senza alcuna giustificazione e diritto di appello a partire dall’anno 2008;
- che la drastica riduzione delle entrate non può che ripercuotersi sulla spesa degli Enti i quali, costretti oramai a tagliare drasticamente, opereranno soprattutto a carico della spesa per investimenti, determinando un blocco nella realizzazione di infrastrutture a supporto dei servizi e ancor peggio nella manutenzione straordinaria di quelle esistenti che appare, anche in considerazione dei tanti ultimi fatti di cronaca, uno degli elementi di maggiore delicatezza e criticità sul territorio (scuole, viabilità, etc.), e, in aggiunta, determinando un ulteriore aggravarsi della già critica situazione economica di tutto l’indotto di imprese e lavoratori impiegato nel settore lavori pubblici e dell’edilizia.
- Che le regole del patto di stabilità, da quando sono state introdotte hanno avuto la caratteristica di essere state modificate di anno in anno alternando, sostanzialmente, diverse configurazioni dei saldi finanziari a misure di controllo delle spesa.
- Che tuttavia i Comuni hanno sostenuto l’incertezza normativa e l’impatto sui bilanci contribuendo sistematicamente al miglioramento del deficit di comparto.
- Che ormai la situazione è divenuta insostenibile per qualsiasi ente, sia per quelli virtuosi che per quelli con maggiori difficoltà, in considerazione del fatto che, nonostante gli ultimi interventi normativi che hanno visto parzialmente accogliere le richieste avanzate da Anci, gli Enti in avanzo lo sono sempre di più, si è determinata nei fatti l’impossibilità di effettuare investimenti ed è impossibile agire sulla leva fiscale.

Appurato che
- la pressione fiscale nazionale e le norme imposte ai Comuni non consentono ulteriori aumenti delle entrate proprie degli Enti;
- la crisi della finanza pubblica riduce ogni possibilità di intervento a carattere nazionale, lasciando Regioni e Comuni ad un confronto interno che inevitabilmente diventa critico e privo di fattive soluzioni;
- il ritardo infrastrutturale e le caratteristiche del territorio necessitano del costante intervento dei Comuni in termini di manutenzioni e opere pubbliche;
- la crisi economica, che attanaglia il Paese, il costante modificarsi dei bisogni sociali della popolazione che si compone di un quadro sempre più variegato di richieste fa aumentare la necessità di servizi che sono di stretta competenza comunale e fa crescere il disagio dei cittadini e conseguentemente la conflittualità del sistema di fronte alle difficoltà per i Comuni di assolvere alle proprie funzioni;
- il sistema delle imprese e i lavoratori scontano il blocco dei pagamenti da parte dei Comuni aggravando in modo netto la già critica situazione economica e sociale che si osserva e determinando un ampia fascia di reali nuove povertà.


Preso atto
- Che la realtà dei Comuni toscani non si discosta dal quadro fin qui rappresentato se non per aver dimostrato il massimo impegno nel partecipare al complessivo sforzo di razionalizzazione all’interno dei propri bilanci, cercando al contempo di garantire la qualità dei servizi e delle infrastrutture a disposizione dei cittadini sui propri territori.
- Che tuttavia proprio questi Comuni continuano a rimanere i più penalizzati dalle manovre finanziarie che continuano a susseguirsi nonostante le grida di allarme e gli interventi di Anci nelle sedi deputate al confronto istituzionale.


CHIEDE AL GOVERNO E AL PARLAMENTO CHE:
1.
Siano stabilizzate le entrate dei Comuni con il pieno reintegro del mancato gettito ICI, del taglio derivante dalla diminuzione dei costi della politica, del taglio al fondo ordinario;
2.Siano ridotti in modo significativo gli obiettivi assegnati ai Comuni dalle Regole del Patto di stabilità per il prossimo triennio e siano sospese tutte le sanzioni per il mancato rispetto del patto 2009 che, applicate in modo indiscriminato, avvantaggerebbero esclusivamente gli enti meno virtuosi;
3.Siano determinate regole certe per il Patto di stabilità, che consentano ai Comuni di programmare investimenti e raggiungere componenti di equilibrio della parte corrente sui propri bilanci;
4.Siano escluse dal Patto di stabilità le spese relative agli interventi per la tutela della sicurezza pubblica, sul dissesto idrogeologico e di natura sociale a contrasto della crisi economica;
5.Siano ripristinati i principi di autonomia finanziaria per i Comuni, anche attraverso l’individuazione e la definizione di nuove leve di autonomia che attuino fin da subito i principi di federalismo fiscale;
6.Sia eliminato l'articolo 9 del D.L. 78/2009 relativo alla responsabilità disciplinare e amministrativa a carico dei funzionari degli Enti che, a monte degli impegni di spesa, devono accertare compatibilità fra i programmi di pagamento, gli stanziamenti di bilancio e le regole di finanza pubblica in un quadro di assoluta incertezza del sistema che scarica sui responsabili economico finanziari degli Enti tensioni e contrasti;
7.Siano introdotte norme chiare e non negoziabili che obblighino i sistemi bancari a sostenere il mondo delle imprese nei casi di difficoltà di pagamento da parte dei Comuni allorquando siano certi ed esigibili i crediti vantati.




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Ordine del giorno sul D.L. n. 135/2009, art. 15: riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica

Premesso che:
- la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall'Art. 23bis della legge 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;

- il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l'Art. 23bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo:
a) affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
b) la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011;

Considerato che:
- la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella
definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”;
- gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte
al principio comunitario della concorrenza; si veda ad esempio la Comunicazione della Commissione al
Parlamento Europeo COM (2004) 374: “…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006);
- a partire dalla promulgazione della carta europea dell'acqua (Strasburgo 1968) si è affermata a livello mondiale non solo la concezione dell'acqua come "bene comune", ma anche del suo uso come diritto fondamentale dell'uomo;
- il Testo Unico sull’Ambiente” d.lgs n. 152/2006, all'articolo 144, comma 2 afferma: "Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata e utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future";
- il Piano Strutturale di San Gimignano considera l’acqua tra le risorse naturali essenziali del territorio da tutelare.

Valutato che:
-
il provvedimento in oggetto è in grado, quindi, di mettere in dubbio il principio dell’acqua come bene pubblico e diritto universale subordinandolo alla logica dell’ “acqua al miglior offerente” a potenziale pregiudizio della volontà di garantire a tutti tale diritto;
- da un punto di vista normativo lo strumento del decreto legge risulta inappropriato per simile materia e che non è stato possibile svolgere nelle sedi deputate un’approfondita discussione a causa del voto “di fiducia” imposto sul provvedimento dal Governo, impedendo di fatto il confronto su un tema così delicato e complesso come la gestione della risorsa idrica, non tenendo neppure in nessun conto quelle realtà virtuose ed efficienti nella gestione, anche pubbliche, rispetto ad altre più carenti ed inefficienti;
- tale provvedimento apre la strada alla gestione privata dell’acqua, così come denunciato da molte forze politiche, associazioni ambientaliste ed associazioni di consumatori, senza peraltro che siano fissati e/o individuati al momento:
a) standard prestazionali, qualitativi, occupazionali, di investimenti nelle reti e negli impianti con evidenti preoccupazioni per la gestione e l’utilizzo del bene stesso a danno dei cittadini;
b) soggetti terzi ed indipendenti con compiti di regolazione di questo tipo di servizi;
c) riferimenti espliciti al futuro ruolo degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) cui sono demandate oggi le competenze in materia di gestione delle risorse idriche, ivi compresa la programmazione delle infrastrutture idriche;

Il Consiglio Comunale di San Gimignano
1)
invita il Sindaco e la Giunta ad intraprendere tutte le azioni opportune e possibili per contrastare le modifiche apportate dall’art. 15 del D.L. 153/2009 “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica” che porterà in tempi brevi alla scelta dei gestori del servizio idrico mediante procedure competitive ad evidenza pubblica aprendo la strada alla gestione dei privati, mettendo a rischio il principio dell’acqua come bene comune e diritto universale;
2) riconosce il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica e si impegna ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale introducendo il riconoscimento dell'acqua come bene comune pubblico e l'accesso all'acqua come diritto umano universale, indivisibile ed inalienabile.

Gruppo Centrosinistra per San Gimignano Gruppo PRC - Comunisti Italiani

Age of stupid

Raise your voice - Change climate change!




Una suggestiva e appassionante docu-fiction sugli effetti futuri del global warming
Fonte: my movies

Nel 2055 la Terra appare devastata. I cambiamenti climatici hanno scatenato ogni genere di violento fenomeno atmosferico e hanno condannato tutte le più importanti capitali mondiali e le loro popolazioni.

Dall'alto di un'imponente torre situata su quel che resta della calotta artica, un uomo che ha costruito un immenso archivio della storia artistica e culturale dell'umanità, si domanda di fronte ad un database di vecchi filmati e interviste raccolte cinquant'anni prima: “Avremmo potuto evitarlo?”

Il linguaggio delle campagne di sensibilizzazione ha scoperto con un certo ritardo la componente suggestiva e spettacolare del cinema. Se prima calcava principalmente sulla forza del messaggio o sulle potenzialità estetiche del medium, da qualche tempo preferisce concentrarsi sul modello high concept del cinema hollywoodiano, quindi meno sullo shock che sulla familiarità e sul dinamismo della rappresentazione.

All'incrocio ideale fra pedagogia e intrattenimento, fra Una scomoda verità e The Day After Tomorrow, si colloca la docu-fiction The Age of Stupid.
A partire da una cornice narrativa da disaster movie fatta di efficaci effetti visivi low budget e suggestioni musicali fra il tragico e l'apocalittico firmate dai Radiohead, davanti agli occhi dello shakespeariano archivista Pete Postlethwait e ai nostri, scorrono le immagini di sei testimonianze di vita provenienti dai vari continenti.
C'è chi è sopravvissuto da eroe all'uragano Katrina, vi è una coppia di inglesi che lottano per l'immissione di centrali eoliche nella campagna, un'anziana guida dei ghiacciai del Monte Bianco che racconta le sue esperienze, il ricco imprenditore indiano in procinto di aprire la sua terza compagnia aerea low cost, due bambini iracheni orfani di guerra fuggiti in Giordania e, infine, una giovane donna nigeriana che combatte contro fame e malattie per potersi garantire un'istruzione e diventare un medico riconosciuto.

Al contrario del documentario con Al Gore, The Age of Stupid parte dalla posizione forte di chi ritiene che la responsabilità umana nel processo del surriscaldamento globale non possa più permettersi di esser messa in discussione e che fare un'efficace sensibilizzazione passi attraverso un discorso esplicitamente politico. Così, memore di un'esperienza a fianco di Ken Loach per il documentario McLibel, la britannica Franny Armstrong racconta il global warming in termini di lotta di classe e di logica dello sfruttamento, identificando il petrolio e i suoi derivati come denominatore comune delle varie situazioni che racconta.
A poco a poco, infatti, il passaggio fra le varie dimensioni delle testimonianze e i vari continenti abbandona la progressione narrativa e si fa sempre più fluido, senza soluzione di continuità, arrivando a tematizzare anche le colpe e le responsabilità del colonialismo e della politica belligerante del mondo occidentale. Una tale visione d'insieme significa elaborare un racconto senza dubbio partigiano ma non parziale sulla contemporaneità. Un racconto dove la necessità drammaturgica di dare un respiro epico e persuasivo alla sostanza del proprio messaggio non venga meno al rigore analitico di chi compartecipa senza confondersi o prevaricare sui discorsi degli intervistati. Così da vanificare ogni possibile accusa di moralismo o integralismo da parte di chi ancora si ostina ad essere uno “stupido”.

lunedì 7 dicembre 2009

Seal the deal Copenhagen 7-18 dicembre 2009

Da oggi al via 15 giorni di negoziati per un accordo vincolante per la riduzione mondiale dei gas serra secondo il principio delle responsabilità condivise.
Per i link vedete il post precedente.

Report: Proposed emission cuts close to what is needed
A study released by the UN Environment Program Sunday indicated that pledges by industrial countries and major emerging nations fall just short of the reductions of greenhouse gas emissions that scientists have called for — and the gap is narrower than previously believed.

07/12/2009 06:15
"For those who claim a deal in Copenhagen is impossible, they are simply wrong," said UNEP director Achim Steiner, releasing the report compiled by British economist Lord Nicholas Stern and the Grantham Research Institute.
Environmentalists have warned that emissions commitments were dangerously short of what UN scientists have said were needed to keep average temperatures from rising more than two degrees Celsius (3.6F) above what the industrial age began 250 years ago. But most of those warnings were based on pledges only from industrial countries.
The UNEP report included pledges from China and other rapidly developing countries, which in turn were contingent on rich-country funding to help. UNEP said all countries together should emit no more than 44 billion tons of carbon dioxide by 2020 to avoid the worst consequences of a warming world. Computing the high end of all commitments publicly announced so far, the report said emissions will total some 46 billion tons annually in 2020. Emissions today are about 47 billion tons.
"We are within a few gigatons of having a deal," Steiner said. "The gap has narrowed significantly."


PICCOLO VADEMECUM
Cina, Usa, Ue, Russia, India e Giappone sono la top 6 dei maggiori emettitori di Co2 e producono il 70% delle emissioni totali. Ecco i numeri (Fonte: Fondazione per lo sviluppo sostenibile):
dal 1990 al 2008 la metà dell'aumento mondiale delle emissioni è stato prodotto dalla Cina; la Cina produce il 22,2% delle emissioni globali (1,9 miliardi di tonnellate di carbonio nel 2008), gli Usa producono il 18% delle emissioni (1,5 miliardi di tonnellate nel 2008).
Cina e Usa producono il 40% delle emissioni mondiali.
20 paesi producono il 75% delle emissioni mondiali e il 78% del loro aumento.
L'Italia è al 13° posto per emissioni totali di CO2 (119 milioni di tonnellate di CO2 nel 2008).


FONDAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE E KYOTO CLUB PER UN NUOVO TRATTATO SUL CLIMA
Cinque proposte da portare a Copenhagen per far svolgere all'Italia un ruolo da protagonista al vertice Onu sui cambiamenti climatici e arrivare al varo di un nuovo trattato sul clima.

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e il Kyoto Club le hanno presentato oggi a Roma in occasione di una Conferenza Stampa alla presenza di politici, rappresentanti dell'industria, dei sindacati, delle autonomie locali e delle associazioni. Le proposte prevedono l'assenza di ulteriori rinvii e la definizione di un Trattato legalmente vincolante; una riduzione delle emissioni di gas serra del 30% entro il 2020 rispetto al 1990 per i paesi più industrializzati; impegni di riduzione minori anche da parte dei paesi di nuova industrializzazione, in particolare della Cina; meccanismi di cooperazione internazionale per le misure di adattamento, per il trasferimento tecnologico e il sostegno dei Paesi in via di sviluppo; efficaci sistemi di controlli e sanzioni. "Per mantenere l'aumento della temperatura entro i due gradi -ha osservato il Presidente della Fondazione, Edo Ronchi - non si dovrebbero emettere in atmosfera dal 2000 al 2050 più di 1.000 Gton di CO2, ne abbiamo già emesse 313 e ce ne restano 687. Per rispettare questo "budget", la ripartizione della riduzione delle emissioni al 2020 potrebbe essere questa: -30% di CO2 per i paesi industrializzati, come proposto dalla UE; -25% per la Russia, -2% per la Cina, mentre l'India potrebbe aumentarle del 60%. Si tratta di una grande sfida ed è quindi necessario un nuovo trattato che coinvolga tutta la comunità internazionale". L'Italia da parte sua, per la crisi economica ma anche per le politiche per il risparmio energetico e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ha visto, dal 2005, le emissioni di gas serra in costante diminuzione e quindi potrebbe centrare l'obiettivo di Kyoto nel 2012. Ma per essere pronta ad attuare il nuovo trattato e per svolgere un ruolo di traino nella trattativa sul clima, deve compiere un cambio di passo in otto azioni. In particolare dovrà definire con le Regioni un programma di sviluppo delle rinnovabili per realizzare l'obiettivo del 17% del consumo finale lordo; aggiornare gli incentivi; rimuovere gli ostacoli burocratici e tecnici per la diffusione delle rinnovabili; intervenire per l'efficienza energetica negli usi finali a cominciare dagli edifici pubblici; definire nuovi standard di efficienza energetica; rilanciare il programma "Industria 2015" per lo sviluppo delle imprese energetiche verdi e per i prodotti a basso impatto; definire un piano per la mobilità sostenibile; promuovere i consumi sostenibili e gli acquisti pubblici verdi.
"Il mondo politico e industriale italiano ha capito in ritardo la portata della rivoluzione industriale legata al cambiamento del clima e dovrà ora recuperare il ritardo?, ha detto Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club. Ed ha aggiunto che "esiste ancora una finestra di 5-7 anni per ritrovare un ruolo di punta nelle tecnologie delle rinnovabili e dell'efficienza energetica; occorre recuperare la visione del cambiamento in atto per garantire la forza propulsiva necessaria".

venerdì 4 dicembre 2009

Copenhagen

United Nations Climate Change Conference in Copenhagen-COP 15
7-18 Dicembre 2009

Seal the deal!

Countdown to Copenhagen








La situazione è tutt'altro che risolta:

The rich-poor rift widens only days before the Copenhagen meeting
Big developing nations reject core targets for a climate deal, demanding richer nations to do more.

Rie Jerichow
03/12/2009 14:45

Just five days before the climate talks start in Copenhagen, China, India, Brazil and South Africa rejected a Danish draft that proposed halving global greenhouse gases by 2050, setting a 2020 deadline for a peak in world emissions and limiting global warming to a maximum two degrees Celsius above pre-industrial times, European diplomats say, according to Reuters.

"We cannot agree to the 50/50 (halving emissions by 2050) because it implies that... the remaining (cuts) must be done by developing countries," South Africa's chief climate negotiator Alf Wills tells Reuters, partly confirming the EU diplomats' comments.

Alf Wills makes clear that developing nations could change their stance if industrialized states tightened their carbon targets.

The carbon reduction offers are far below those recommended by The Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). It says that developed countries need to reduce greenhouse gas emissions 25-40 percent below 1990 levels by 2020, and 80-95 percent below 1990 levels by 2050, in order to provide a "reasonable chance" of averting warming beyond two degrees Celcius above pre-industrial temperature that would have significant risks of severe and irreversible impacts on human and ecological systems.

Yvo de Boer, Execute Secretary of the UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) agrees that the climate promises by industrialized countries are insufficient.
The emissions reductions offered by rich nations as a group "are not yet where science says they need to be if we're going to avoid the worst impacts of climate change," de Boer says according to McClatchy newspapers.

Ma che sapore ha?




Sogno un cimitero di campagna e io là all'ombra di un ciliegio in fiore senza età per riposare un poco 2 o 300 anni giusto per capir di più e placar gli affanni
Sogno al mio risveglio di trovarti accanto intatta con le stesse mutandine rosa non più bandiera di un vivissimo tormento ma solo l'ornamento di una bella sposa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno di abbracciare un amico vero che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro e gente giusta che rifiuti d'esser preda di facili entusiasmi e ideologie alla moda
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Sogno il mio paese infine dignitoso e un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa di non sognare la Nuovissima Zelanda Per fuggire via da te Brianza velenosa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa

giovedì 3 dicembre 2009

Il tempo che vorrei

Sembra fatto...apposta?

"I'll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin." È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c'è mai stato e con una lei che se n'è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

CC su tagli ai servizi sociali

Martedì il Consiglio Comunale non è andato per niente male. Tanti sangimignanesi e valdelsani (operatori sociali, associazioni, amministratori di altri comuni, etc...) ad ascoltare e a prendere la parola. Quando si parla di diritti civili e sociali, di cittadinanza, in una parola di persone e soprattutto di servizi alle persone più bisognose, proprio le persone si mobilitano. Occasione utile per capire come sono gestiti ed erogati i servizi sociali in Val d’Elsa, quali compiti ha e come li svolge la Fondazione Territori Sociali Alta Val d’Elsa. Interventi del pubblico positivi e tutto sommato anche dei gruppi consiliari. La Lista Civica per una volta è stata costretta a parlare di problemi che non sono solo sangimignanesi (da “porta a porta”, non quella di vespa ma da san giovanni a san matteo). Più chiara e netta la posizione di PRC su questi argomenti. Polemico il PDL, che ha scaricato le “colpe” dei tagli sulla regione (?) ed ha esortato il Comune a mettere risorse in materia. Questo, però, avviene già. Il punto, semmai, è fino a quando potrà reggere il bilancio comunale simili sforzi. La garanzia di questi servizi non può essere assicurata a lungo solo dai bilanci comunali, è bene esserne coscienti e non illudere i cittadini....Cosa curiosa: per il pdl non ha mai parlato il capogruppo.
Peccato solo che su di un tema così importante, pur riconoscendone anche il pdl alcuni passaggi positivi, non si sia trovata l’unanimità sulla mozione da noi presentata. La mozione è passata con i voti a favore del centrosinistra per san gimignano, della lista civica, del prc. Voto contrario della pdl.
A parte questo, una serata importante per San Gimignano e per la Val d’Elsa e per i loro cittadini. E' a rischio infatti, in questo momento di crisi economica, oltere che il lavoro in Valdelsa, anche il nostro stato sociale. E noi questo non possiamo accettarlo ma, soprattutto, permetterlo.