lunedì 21 dicembre 2009

Martedì 22 ultimo Consiglio Comunale del 2009

COMUNE DI SAN GIMIGNANO - PROVINCIA DI SIENA
San Gimignano, 10 dicembre 2009

Oggetto: Convocazione Consiglio Comunale
La S.V. è invitata alla riunione del Consiglio Comunale che si terrà in seduta ordinaria, presso la sede comunale, il giorno 22 dicembre 2009, alle ore 14.30 per la discussione del seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbali sedute consiliari;
2. Comunicazioni del Sindaco;
3. Interrogazioni ed interpellanze;
4. Regolamento Urbanistico: Approvazione definitiva;
5. Regolamento Comunale per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. Modifica;
6. Determinazione del prezzo di cessione delle aree fabbricabili per l’anno 2010;
7. Approvazione programma triennale delle opere pubbliche per il triennio 2010/2012 e dell’ elenco dei lavori da realizzare nell’anno 2010, ai sensi dell’art.128 del D.Lgs.12/04/2006, n.13 e del D.M. 09/06/2005;
8. Approvazione della Relazione previsionale e programmatica 2010/2012, del Bilancio di Previsione 2010 ed i suoi allegati e del Bilancio Pluriennale 2010 – 2012;
9. Statuto della Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa. Modifica;
10. Regolamento Unico di Accesso ai Servizi Sociali. Approvazione;
11. Convenzione per la gestione associata di funzioni in materia previdenziale;
12. Statuto e Regolamento dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Modifica.

N.B. il protrarsi dei lavori potrà richiedere la prosecuzione dopo cena.

IL SINDACO - Giacomo Bassi

In sintesi, di cosa si parla?
Si potrebbe dire, della serie, "tanta carne al fuoco".
E' l'ultimo CC del 2009 ma non per questo il meno importante. Anzi. C'è da approvare il Bilancio comunale del 2010 e il Reg Urbanistico. Procediamo con ordine.
Intanto il punto 4 slitta e sarà affrontato dopo il punto 8. L'approvazione del Reg Urb è a rischio. Ancora deve arrivare il parere del Genio Civile (da gennaio!). Senza quello, non possiamo procedere.

I punti 1,2,3 comwe da routine anche se non ci sono stavolta interrogazioni formalizzate. Ma, come sempre avviene, è probabile qualche interrogazione orale last minute direttamente in Consiglio da parte della lista civica inerente il famigerato triangolo - ombelico del mondo - piandornella, piazza del duomo, porta san giovanni...

Del punto 4 vi ho detto. Approvare il RU vorrebbe dire consentire da i primi mesi del 2010 (febbraio marzo) rimettere in moto tutta una setrie di lavori a San Gimignano, piccoli o grandi che siano, utili non solo per l'economia locale ma anche per lo sviluppo della comunità, oltre che a dare finalmente la possibilità a tante famiglie ed aziende di programmare con più certezza il futuro. Chiuderemmo anche quasi un decennio di riforma degli strumenti di previsione e di governo del territorio. Se affronteremo il punto ricorderò a nome del gruppo anche Stefano Giusti, che sul RU aveva lavorato.

Sul punto 5 abbiamo fatto una scelta forse non indolare ma che trovo di buon senso. Sono stati rivisti, dopo 5 anni, i parametri per calcolare il costo del suolo pubblico (cosap) per gli esercizi di sommmnistrazione (oggi si chiamano così!). Con alcuni criteri: paga di più chi è in centro (san giovanni e piazze) un pò meno chi è in via san matteo, ancora meno chi è intorno al centro ma fuori delle mura e così via. Insomma: più si è nelle posizioni di pregio e maggiormente remunerative e più si contribuisce. Inoltre si concede la possibilità, finora negata, di utilizzare dispositivi per il riscaldamento (pannelli radianti), solo per il periodo invernale, per riscaldare i tavolini all'aperto. Chi ne ha voglia potrà così lavorare di più anche d'inverno. Per fare un esempio: una trattoria da giacco spenderà meno di cosap di una pasticceria in via san giovanni, ma entrambe potranno utilizzare dispositivi riscaldanti per i clienti all'esterno del locale.

I punti 6,7,8 fanno parte della voce "Bilancio 2009" rispetto al quale le considerazioni sono quelle fatte in post precedenti. Ci ritornerò sopra con maggiore dettaglio.

I punti 9 e 10 riguardano aspetti sociali. Lo Statuto della FTSA è stato modificato (escludendovi l'ingresso dei privati) anche alla luce della nascente Società della Salute. L'altro punto riguarda una rimodulazione degli indici e dei parametri di accessoe ai servizi di cui in oggetto.

Il punto 11 tratta del rinnovo di una convenzione col comune di Siena per un professionista che per tutti i comuni senesi si occupa delle questioni d cui all'oggetto, ciioè aspetti previdenziali dei dipendenti comunali. Per l'alta specializzazione che richiede e per risparmiare sui costi questa figura è unica e s erve più enti locali.

Il punto 12 si spiega da sè.

lunedì 14 dicembre 2009

Consiglio Comunale la lunga marcia

COMUNE DI SAN GIMIGNANO - PROVINCIA DI SIENA
Protocollo n. 16771 - San Gimignano, 04 dicembre 2009

Oggetto: Convocazione Consiglio Comunale
La S.V. è invitata alla riunione del Consiglio Comunale che si terrà in seduta straordinaria, presso la sede comunale, il giorno martedì 15 dicembre 2009, alle ore 18.00 per la discussione del seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbali seduta precedente;
2. Comunicazioni del Sindaco;
3. Interrogazioni ed interpellanze;
4. Esame delle Osservazioni pervenute in merito all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio ex – art.8 Legge Regionale N.30/2005;
5. Regolamento del Consiglio Comunale. Approvazione;
6. Regolamento per la concessione di contributi e benefici economici del Comune di San Gimignano. Approvazione;

Alle ore 20,30 la seduta consiliare verrà sospesa per una breve pausa e riprenderà alle ore 21,00.

IL SINDACO
Giacomo Bassi


Di cosa si tratta?

Il punto 4 è materia di governo del territorio e riguarda l'apposizione su di un bene del vincolo preordinato all'esproprio per un'opera di pubblica utilità. Come successo per le osservazioni al RU anche in questo la legge prevede che il Consiglio Comunale si eprima su ciascuna singola osservazione che i cittadini avevano il diritto di fare alla'avviso dell'apposizione del vincolo. A queste, dunque, dovremo rispondere.
D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327
Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità

Capo II - La fase della sottoposizione del bene al vincolo preordinato all'esproprio

Art. 9. Vincoli derivanti da piani urbanistici
(articolo così modificato dal D. Lgs. 27 dicembre 2002, n.302)
1. Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità.
2. Il vincolo preordinato all'esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, può essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
3. Se non è tempestivamente dichiarata la pubblica utilità dell'opera, il vincolo preordinato all'esproprio decade e trova applicazione la disciplina dettata dall'articolo 9 del testo unico in materia edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
4. Il vincolo preordinato all'esproprio, dopo la sua decadenza, può essere motivatamente reiterato, con la rinnovazione dei procedimenti previsti nei commi 1 e tenendo conto delle esigenze di soddisfacimento degli standard.
5. Nel corso dei cinque anni di durata del vincolo preordinato all'esproprio, il consiglio comunale può motivatamente disporre o autorizzare che siano realizzate sul bene vincolato opere pubbliche o di pubblica utilità diverse da quelle originariamente previste nel piano urbanistico generale. In tal caso, se la Regione o l'ente da questa delegato all'approvazione del piano urbanistico regionale non manifesta il proprio dissenso entro il termine di novanta giorni, decorrente dalla ricezione della delibera del Consiglio comunale e della relativa completa documentazione, si intende approvata la determinazione del consiglio comunale, che in una successiva seduta ne dispone l'efficacia.
6. Salvo quanto previsto dal comma 5, nulla è innovato in ordine alla normativa statale o regionale sulla adozione e sulla approvazione degli strumenti urbanistici.


Il punto 5 tratta di un impegno che abbiamo preso subito all'inizio della legislatura: riformare il regolamento del Consiglio comunale, cioè le regole del gioco, in modo il più condiviso possibile. Questo perchè erano datate. Inoltre: per dare certezza ai tempi, alle modalità dei lavori, ai diritti di maggioranza e di minoranza. La cara lista civica non ha mai partecipato ai lavori della commissione, dicendo che tanto li avremmo presi ingiro come, dicono loro, hanno fatto i nostri predecessori. Per noi è un impegno preso e mantenuto. Per la cronaca chiederanno che sia istituita la figura del Presidente del Consiglio. Sappiano i sangimignanesi che noi su questo punto siamo contrari. San Gimignano è una grande città ma per un piccolo Consiglio come il nostro il Sindaco può benissimo svolgere il ruolo di Presidente. Non è una violazione delle minoranze, che ovviamente vorrebbero il presidente, ma una scelta di buon senso. Piccolo particolare: il presidente riscuoterebbe tra l'altro, sebbene poco, ma come un assessore. Si tratta di una spesa certamente evitabile.

Il punto 6 è il nuovo regolamento per l'erogazione dei contributi del comune alle associazioni locali ed il patrocinio ad eventi. Il Regolamento, anch'esso datato, è stato rivisto per rendere le erogazioni sempre più selettive ed efficaci, stimolando anche le associazioni a programmare per tempo le proprie attività.

domenica 13 dicembre 2009

Primarie regionali a San Gimignano

Grazie ai 635 sangimignanesi che in una giornata da lupi sono usciti per votare il loro candidato al consiglio regionale durante le elezioni primarie di oggi.
E' stata la terza più alta affluenza in provincia di Siena.
Questo ci dice però anche di una affluenza provinciale non altissima...
Del resto: in Comuni come il nostro era la quinta volta che quest'anno si votata alle primarie e un pò di stanchezza, anche per il momento politico nazionale, la trovo più che legittima. In più, il fattore tempo (sia per organizzarle e fare campagna sia climatico) non ha aiutato.
La maggioranza dei consensi per Marco SPINELLI 421 voti (68,68%), Luisa Zambon 134 (21,86%), Francesco FRIZZI 31 (5,06%), Rosanna PUGNALINI 21 (3,43%), Biagio SCACCIA 6 (0,98%). !7 le scehde nulle e 5 le bianche. 613 dunque i voti validi.
Sono contento per Marco, sono contento per la valdelsa che ormai sicuramente avrà un suo candidato (candidato sì, perchè le elezioni vere c'è da vincerle e ci saranno in marzo!).
Un dato curioso. La Luisa ha raccolto a sangi più della metà di tutti i voti raccolti nei 4 comuni del Chianti senese...

dati provinciali
dato comunale.

venerdì 11 dicembre 2009

Tump

E oggi abbiamo cominciato con un piccolo tamponamento, per fortuna lieve e senza conseguenze per persone e/o cose...e abbiamo raddoppiato sabato. ATTENZIONE!

mercoledì 9 dicembre 2009

Tagli al Fondo Nazionale Politiche Sociali: a rischio i servizi in Val d'Elsa

A rischio i servizi sociali a San Gimignano e in Val D’Elsa
Passa la mozione contro i tagli governativi al fondo nazionale per le politiche sociali

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di San Gimignano di martedì 1 dicembre svoltasi in forma aperta con lo scopo di informare i sangimignanesi sul tema dei tagli governativi al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e sulla serie di conseguenze per i comuni della Val d’Elsa, il gruppo di maggioranza “Centrosinistra di San Gimignano” ha impegnato la Giunta e il Sindaco di San Gimignano a considerare il sociale un settore prioritario ed irrinunciabile per il benessere dell’intera società, anche nella stesura del Bilancio comunale 2010; a mobilitarsi in tutti i luoghi per il mantenimento ed il reintegro dei finanziamenti al fondo sociale nazionale e regionale; a rendere partecipi i cittadini dei possibili rischi legati ai tagli sulle politiche sociali che comprometteranno seriamente i servizi soprattutto per le famiglie, i minori e i disabili. La mozione ha avuto il voto favorevole della maggioranza, della Lista Civica e di Rifondazione Comunista. Contrario, invece, il volto del PDL.

Con questa mozione - spiega il capogruppo del Centrosinistra per San Gimignano Andrea Marrucci - nessun allarmismo gratuito ma una motivata, seria preoccupazione per il futuro dei servizi sociali in Val d’Elsa. Regione Toscana e Comuni valdelsani stanno già facendo la loro parte, ma di questo passo molti servizi sono a rischio. Per San Gimignano, tanto per intenderci, il centro diurno “Il Bagolaro” rischia la chiusura. Il nostro Comune nella presentazione del Bilancio 2010 ha già messo risorse su questo fronte (contributi alla FTSA, innalzamento contributo conto affitti, etc..) ma pensare che nei prossimi anni questi interventi ricadano sempre di più sulle spalle delle Amministrazioni è semplicemente folle, in un quadro di finanza locale già magro e che, paradossalmente, impedisce di spendere anche a chi le risorse le avrebbe. In un momento di forte crisi come questo anziché potenziare i servizi al cittadino, il Governo toglie risorse ai Comuni in un settore prioritario e irrinunciabile per la qualità della vita della comunità valdelsana”.


In particolare – chiude Marrucci – ci preoccupano tre aspetti dei tagli governativi: i danni, in termini di minori servizi o di peggior qualità, alle persone più bisognose (famiglie, giovani, anziani, diversamente abili); l’insostenibilità del costo dei servizi da parte dei Comuni, lasciati soli, con la Regione, a fronteggiare l’emergenza; la volontà (in prospettiva) del governo di assestare un duro colpo al ruolo del pubblico nella gestione dei servizi sociali anche in quei casi di maggior successo in termini di qualità, innovazione ed efficienza come dimostra di essere il lavoro svolto dalla Fondazione Territori Sociali Alta Val d’Elsa, voluta dai Comuni valdelsani dal 2006 per la gestione diretta e più vicina ai cittadini dei servizi in campo socio-sanitario”.


Gruppo consiliare Centrosinistra per San Gimignano

Il giovedì porta Consiglio

COMUNE DI SAN GIMIGNANO - PROVINCIA DI SIENA
San Gimignano, 27 novembre 2009


Oggetto: Convocazione Consiglio Comunale
La S.V. è invitata alla riunione del Consiglio Comunale che si terrà in seduta straordinaria, presso la sede comunale, il giorno giovedì 10 dicembre 2009, alle ore 21.00 per la discussione del seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbali seduta consiliare precedente;
2. Esame delle osservazioni dalla n.201 alla n.285 al Regolamento Urbanistico e relative controdeduzioni;
3. Ordine del Giorno presentato dal Gruppo “Rifondazione - Comunisti Italiani” sul "Riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica”;
4. Ordine del Giorno presentato dal Gruppo “Centrosinistra per San Gimignano” sul D.L.
n.135/2009 che prevede all’art.15 l’ ” Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di
servizi pubblici locali di rilevanza economica”;
5. Ordine del Giorno presentato dal Gruppo “Centrosinistra per San Gimignano” sulla Finanza
Locale.

All'originario odrine del giorno sono stati aggiunti alcuni punti:

6. Acquisto di immobile di civile abitazione posto in loc. Belvedere di proprietà del Sig. Tartarelli
Marcello;
7. Ordine del giorno presentato dai Gruppi “Centrosinistra per San Gimignano” e “Rifondazione - Comunisti Italiani”, sul D.L. n. 135/2009, art. 15: “Riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica”.

Inoltre, essendo interventua nel frattempo la scomparsa di Ernesto Treccani ci sarà anche una breve commemorazione come da comunicazione qui sotto:

Vi informo che nella seduta del Consiglio Comunale del 10 dicembre p.v. si terrà una breve
commemorazione del M° Ernesto Treccani, recentemente scomparso, Cittadino Onorario di San
Gimignano. La commemorazione prevederà l’intervento del già Sindaco di San Gimignano Pier Luigi Marrucci, che tratteggerà la figura e l’opera nonché il rapporto con San Gimignano del M°
Treccani.

IL SINDACO - Giacomo Bassi



In sintesi, di cosa si tratta?

E' l'ultima seduta del CC che tratta le osservazioni al Reg. Urbanistico. Se non ci saranno problemi burocratici, parere ancora mancanti da ltri enti e autorità (vedi per es. autorità d'ambito) dopo questa seduta potremo approvare definitivamente il Reg. Urbanistico nella seduta del 22 dicembre. Chiuderemmo così quasi 10 anni di riforme degli strumento urbanistici a San Gimignano. Le opposizioni faranno la solita scenata, uscendo al momento del voto ma questa volta senza dilungarsi nella ripetizione delle loro, pur legittime, argomentazioni.



Abbiamo poi presentato un odg sulla finanza locale che riporto in fondo al post, per attirare l'attenzione sulle condizioni della finanza locale e delle politiche governative che in molti casi, mica sempre, riducono la capacità do manovra o la possibilità di intervento dei Comuni. Un caso per tutti: l'iniqua applicazione del patto di stabilità che, pur partendo da un giusto principio (cioè quello di non fare debito pubblico eccessivo), impedisce di fatto di spendere al Comune i soldi propri. La cifra è quella che campeggia in questi giorni sui manifesti fatti attaccare dalla Giunta: più di 8 MILIONI D EURO (per il titolo II del Bilancio, cioè le somme destinate agli investimenti).



Poi ci sono i due ODG presentati da noi e da PRC che di fatto sono sorpassati perchè su di un tema delicato come quello dell'acqua abbiamo convenuto di presentasre un testo assieme che potesse ottenere i più larghi consensi in Consiglio. E' stata dura ma non troppo: con PRC abbiamo trovato l'accordo. Acqua bene comune, acqua diritto universale, acqua da non far gestire solo ed esclusivamente ai privati con la logica dell' "acqua al miglior offerente". Il testo lo riporto in fondo a questo post.



Il punto dell'acquisizione è una scelta fatta durante la votazione dell'assestamento di Bilancio 2009. In sostanza, il Comune acquista un immobile in blevedere, piccolo appartamento, che poi utilizzerà per fini sociali per famiglie o nuclei in difficoltà.





Gruppo Consiliare “Centrosinistra per San Gimignano”
Ordine del giorno sulla finanza locale
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IL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN GIMIGNANO

Considerato
- che le ultime rilevazioni Istat confermano che il contributo dei Comuni al contenimento dei saldi di finanza pubblica è determinante ed è evidente il contributo positivo e l’andamento virtuoso dei Comuni rispetto agli altri livelli di governo, in questo modo si è contribuito essenzialmente al controllo della spesa;
- che i Comuni sono allineati al conseguimento degli obiettivi di risanamento dei conti pubblici, ma che per raggiungere questi risultati hanno dovuto sacrificare una cospicua parte della spesa per investimenti, in considerazione del fatto che il solo contenimento della spesa corrente non sarebbe stato sufficiente al raggiungimento degli obiettivi medesimi;
- che sotto il profilo delle entrate dei Comuni incide in modo fortemente negativo l’insufficiente copertura del minore gettito derivante dall’ICI abitazione principale riguardante i bilanci 2008, per i quali Anci è comunque riuscita ad ottenere una parziale integrazione dei fondi, e che riguarda, in modo ancor più grave, quelli relativi all’anno 2009, diventando ancor più incerta e rischia, per il 2010, una riduzione complessiva delle risorse di più ampia portata;
- che a quanto sopra vanno aggiunti:
a) i tagli ai trasferimenti erariali derivanti dal potenziale aumento di gettito relativo ai fabbricati ex rurali, rispetto ai quali l’azione dell’Anci ha tuttavia consentito l’accoglimento per l’anno 2010 della richiesta di non procedere ad alcuna decurtazione preventiva del fondo ma solo come conseguenza delle certificazioni che saranno prodotte ai sensi del D.L. 262/200;
b)i tagli ai trasferimenti derivanti dai risparmi ai costi della politica per i quali la distanza consolidata fra la riduzione dei trasferimenti operata ed i risparmi effettivamente conseguiti dagli Enti per gli anni 2008 e 2009 è evidentemente insostenibile, per cui anche in questo caso la posizione dell’Anci sarà quella di non operare che sulla base di certificazioni consuntive;
c)la riduzione del fondo ordinario operata senza alcuna giustificazione e diritto di appello a partire dall’anno 2008;
- che la drastica riduzione delle entrate non può che ripercuotersi sulla spesa degli Enti i quali, costretti oramai a tagliare drasticamente, opereranno soprattutto a carico della spesa per investimenti, determinando un blocco nella realizzazione di infrastrutture a supporto dei servizi e ancor peggio nella manutenzione straordinaria di quelle esistenti che appare, anche in considerazione dei tanti ultimi fatti di cronaca, uno degli elementi di maggiore delicatezza e criticità sul territorio (scuole, viabilità, etc.), e, in aggiunta, determinando un ulteriore aggravarsi della già critica situazione economica di tutto l’indotto di imprese e lavoratori impiegato nel settore lavori pubblici e dell’edilizia.
- Che le regole del patto di stabilità, da quando sono state introdotte hanno avuto la caratteristica di essere state modificate di anno in anno alternando, sostanzialmente, diverse configurazioni dei saldi finanziari a misure di controllo delle spesa.
- Che tuttavia i Comuni hanno sostenuto l’incertezza normativa e l’impatto sui bilanci contribuendo sistematicamente al miglioramento del deficit di comparto.
- Che ormai la situazione è divenuta insostenibile per qualsiasi ente, sia per quelli virtuosi che per quelli con maggiori difficoltà, in considerazione del fatto che, nonostante gli ultimi interventi normativi che hanno visto parzialmente accogliere le richieste avanzate da Anci, gli Enti in avanzo lo sono sempre di più, si è determinata nei fatti l’impossibilità di effettuare investimenti ed è impossibile agire sulla leva fiscale.

Appurato che
- la pressione fiscale nazionale e le norme imposte ai Comuni non consentono ulteriori aumenti delle entrate proprie degli Enti;
- la crisi della finanza pubblica riduce ogni possibilità di intervento a carattere nazionale, lasciando Regioni e Comuni ad un confronto interno che inevitabilmente diventa critico e privo di fattive soluzioni;
- il ritardo infrastrutturale e le caratteristiche del territorio necessitano del costante intervento dei Comuni in termini di manutenzioni e opere pubbliche;
- la crisi economica, che attanaglia il Paese, il costante modificarsi dei bisogni sociali della popolazione che si compone di un quadro sempre più variegato di richieste fa aumentare la necessità di servizi che sono di stretta competenza comunale e fa crescere il disagio dei cittadini e conseguentemente la conflittualità del sistema di fronte alle difficoltà per i Comuni di assolvere alle proprie funzioni;
- il sistema delle imprese e i lavoratori scontano il blocco dei pagamenti da parte dei Comuni aggravando in modo netto la già critica situazione economica e sociale che si osserva e determinando un ampia fascia di reali nuove povertà.


Preso atto
- Che la realtà dei Comuni toscani non si discosta dal quadro fin qui rappresentato se non per aver dimostrato il massimo impegno nel partecipare al complessivo sforzo di razionalizzazione all’interno dei propri bilanci, cercando al contempo di garantire la qualità dei servizi e delle infrastrutture a disposizione dei cittadini sui propri territori.
- Che tuttavia proprio questi Comuni continuano a rimanere i più penalizzati dalle manovre finanziarie che continuano a susseguirsi nonostante le grida di allarme e gli interventi di Anci nelle sedi deputate al confronto istituzionale.


CHIEDE AL GOVERNO E AL PARLAMENTO CHE:
1.
Siano stabilizzate le entrate dei Comuni con il pieno reintegro del mancato gettito ICI, del taglio derivante dalla diminuzione dei costi della politica, del taglio al fondo ordinario;
2.Siano ridotti in modo significativo gli obiettivi assegnati ai Comuni dalle Regole del Patto di stabilità per il prossimo triennio e siano sospese tutte le sanzioni per il mancato rispetto del patto 2009 che, applicate in modo indiscriminato, avvantaggerebbero esclusivamente gli enti meno virtuosi;
3.Siano determinate regole certe per il Patto di stabilità, che consentano ai Comuni di programmare investimenti e raggiungere componenti di equilibrio della parte corrente sui propri bilanci;
4.Siano escluse dal Patto di stabilità le spese relative agli interventi per la tutela della sicurezza pubblica, sul dissesto idrogeologico e di natura sociale a contrasto della crisi economica;
5.Siano ripristinati i principi di autonomia finanziaria per i Comuni, anche attraverso l’individuazione e la definizione di nuove leve di autonomia che attuino fin da subito i principi di federalismo fiscale;
6.Sia eliminato l'articolo 9 del D.L. 78/2009 relativo alla responsabilità disciplinare e amministrativa a carico dei funzionari degli Enti che, a monte degli impegni di spesa, devono accertare compatibilità fra i programmi di pagamento, gli stanziamenti di bilancio e le regole di finanza pubblica in un quadro di assoluta incertezza del sistema che scarica sui responsabili economico finanziari degli Enti tensioni e contrasti;
7.Siano introdotte norme chiare e non negoziabili che obblighino i sistemi bancari a sostenere il mondo delle imprese nei casi di difficoltà di pagamento da parte dei Comuni allorquando siano certi ed esigibili i crediti vantati.




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Ordine del giorno sul D.L. n. 135/2009, art. 15: riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica

Premesso che:
- la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall'Art. 23bis della legge 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;

- il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l'Art. 23bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo:
a) affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
b) la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011;

Considerato che:
- la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella
definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”;
- gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte
al principio comunitario della concorrenza; si veda ad esempio la Comunicazione della Commissione al
Parlamento Europeo COM (2004) 374: “…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006);
- a partire dalla promulgazione della carta europea dell'acqua (Strasburgo 1968) si è affermata a livello mondiale non solo la concezione dell'acqua come "bene comune", ma anche del suo uso come diritto fondamentale dell'uomo;
- il Testo Unico sull’Ambiente” d.lgs n. 152/2006, all'articolo 144, comma 2 afferma: "Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata e utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future";
- il Piano Strutturale di San Gimignano considera l’acqua tra le risorse naturali essenziali del territorio da tutelare.

Valutato che:
-
il provvedimento in oggetto è in grado, quindi, di mettere in dubbio il principio dell’acqua come bene pubblico e diritto universale subordinandolo alla logica dell’ “acqua al miglior offerente” a potenziale pregiudizio della volontà di garantire a tutti tale diritto;
- da un punto di vista normativo lo strumento del decreto legge risulta inappropriato per simile materia e che non è stato possibile svolgere nelle sedi deputate un’approfondita discussione a causa del voto “di fiducia” imposto sul provvedimento dal Governo, impedendo di fatto il confronto su un tema così delicato e complesso come la gestione della risorsa idrica, non tenendo neppure in nessun conto quelle realtà virtuose ed efficienti nella gestione, anche pubbliche, rispetto ad altre più carenti ed inefficienti;
- tale provvedimento apre la strada alla gestione privata dell’acqua, così come denunciato da molte forze politiche, associazioni ambientaliste ed associazioni di consumatori, senza peraltro che siano fissati e/o individuati al momento:
a) standard prestazionali, qualitativi, occupazionali, di investimenti nelle reti e negli impianti con evidenti preoccupazioni per la gestione e l’utilizzo del bene stesso a danno dei cittadini;
b) soggetti terzi ed indipendenti con compiti di regolazione di questo tipo di servizi;
c) riferimenti espliciti al futuro ruolo degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) cui sono demandate oggi le competenze in materia di gestione delle risorse idriche, ivi compresa la programmazione delle infrastrutture idriche;

Il Consiglio Comunale di San Gimignano
1)
invita il Sindaco e la Giunta ad intraprendere tutte le azioni opportune e possibili per contrastare le modifiche apportate dall’art. 15 del D.L. 153/2009 “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica” che porterà in tempi brevi alla scelta dei gestori del servizio idrico mediante procedure competitive ad evidenza pubblica aprendo la strada alla gestione dei privati, mettendo a rischio il principio dell’acqua come bene comune e diritto universale;
2) riconosce il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica e si impegna ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale introducendo il riconoscimento dell'acqua come bene comune pubblico e l'accesso all'acqua come diritto umano universale, indivisibile ed inalienabile.

Gruppo Centrosinistra per San Gimignano Gruppo PRC - Comunisti Italiani