lunedì 11 gennaio 2010

2009 via col vento

Sono 1.114 i MW installati e 6,7 i TWh di elettricità prodotti nel 2009 nel settore dell'energia eolica, pari al consumo domestico di 7 milioni di italiani e circa 4,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica risparmiate. A fornire i dati sono Anev, Enea, Aper e Ises in un comunicato congiunto.

Venti buoni, pare, anche nel 2010.

domenica 10 gennaio 2010

Tolleranza....

Rosarno.
A me pare, purtroppo, una guerra tra poveri.
Mi hanno stupito le parole del ministro Roberto Maroni che ha etichettato gli avvenimenti calabresi come “frutto di troppa tolleranza nei confronti degli immigrati”. Mah...
Qual è la tolleranza di cui parla Maroni? Ah, finalmente abbiamo capito di aver tollerato fin troppo che cittadini italiani (onesti??? e forse, dico forse, malavitosi???) sfruttassero cittadini di colore (neri dicevano in tv tanto per andarci piano) trasformandoli da persone in sfruttati e poi da sfruttati in bestie. Ha ragione il Ministro: siamo stati troppo tolleranti su tutto questo...
Lo Stato, il mitico "ordine", per non parlare della legalità che dovrebbe portarsi con sè diritti, doveri, responsabilità, equità, in quelle terre non esistono. Avrebbe ragione Maroni dicevamo. Peccato che non si riferisse a questo. E lo Stato signor Ministro? Già, era impegnato a consentire di poter svolgere le salvifiche ronde. Ovviamente, a caccia dell'immigrato. Per le forze dell'ordine ci sarà tempo.

giovedì 7 gennaio 2010

TORO, non torneranno i tempi d'oro

Siamo alla frutta, ragazzi.

L'ha capito anche Pasqualito Bruno, uno che la maglia e la storia granata, nato juventino (pensa te) poi se l'è cucita addosso per sempre. Ed ha pure il merito di dire una cosa vera: ormai, "nessuno può camminare a testa alta".

Non si tratta di essere solo dei generici 'tifosi' ad essere del Toro (quelli che aggrediscono sono teppisti e basta, ma quali tifosi!). O almeno: io la vivo così. Si tratta di condividere una storia, una passione, un colore, un mito. Che in quanto tale richiede rispetto e impegno. Sempre. Soprattutto quando le cose vanno male. Purtroppo ha ragione Ormezzano: "non ci resta che il mito".

E comunque c'è un solo modo per uscirne: andare e giocare. Da Toro. Poi si potrà anche vincere. Ma non è più così importante a questo punto.

Anno nuovo...politica vecchia. Eppur qualcosa si muove

Domanda: dove è il cambio di passo? Melassa e non un bello spettacolo...

Leggete invece qui cosa dice il nostro candidato alla Presidenza della Regione Toscana, Rossi. Forza Enrico..

venerdì 1 gennaio 2010

Brindisi di Capodanno 2010

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

"Prontuario per il brindisi di Capodanno" di Erri De Luca

Alle bellissime parole di Erri De Luca, aggiungo che bevo a Stefano, a San Gimignano, ai vigili del fuoco e alle tante feste passate a pranzo o a cena con babbo al distaccamento, al tempo che vorrei ma che mi e ci è mancato, a tutte quelle cose che ancora mi e ci fanno battere il cuore e per le quali ogni giorno dico e diciamo: "sì, vale ancora la pena di impegnarsi e di lottare".

Grazie Presidente

Si può stare in politica e nelle istituzioni in tanti modi. Da cafoni, da mediocri o da persone serie e responsabili.
Giorgio Napolitano ha sempre scelto quet'ultimo modo e si vede. E si sente.





L'ho trovato un discorso serio, equilibrato ma non per questo mellifluo. Anzi. Ho apprezzato il non girare intorno ai problemi, il richiamo all'unità, alla forza dei giovani e alla loro voglia di dare un contributo all'Italia purchè qualcuno nel liberi le potenzialità abbattendo i privilegi e le prebende che rendono la mobilità sociale in Italia un miraggio, alla necessità di "sbloccare" il mezzogiorno (a cominciare dalla malavita) per far sviluppare TUTTA l'Italia. Il pensiero, mai retorico, a chi resta o è più indietro: lavoratori, persone a tempo, aziende chiuse, imprendotori a gambe all'aria. Il richiamo ad utilizzare il consenso per cambiare le cose, per cambiare l'Italia. Schietto, serio, equilibrato, profondo nel toccare i temi più spinosi, speranzoso e pieno di fiducia. Noi, ancora, non ci scoraggiamo Presidente! Però, sempre come ha detto lei, basta rattoppi! E i poteri pubblici agiscono per questi interessi e non per altri.